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Visualizzazione dei post da 2008

Tradurre le ricette di Ilaria Dal Brun

Tradurre un testo di alimentazione e salute (con ricette incluse) scritto da un autore francese spesso significa trovarsi a giocare con l’onnipresente crème fraîche. La crème fraîche è una crema di latte densa e dal sapore leggermente acidulo, per l’appunto acidificata tramite colture di lattobacilli . Il tenore di grassi arriva al 33%, a meno che non si parli di crème fraîche allégée,* al 15% (M. Apfelbaum et al., Diététique et Nutrition, Masson, 2004, pp.330-331).

Sebbene ci assomigli, la crème fraîche non è, come capita di leggere, panna acida, per la quale il francese dispone di un’espressione alla bisogna (crème aigre, e a volte i due tipi coabitano allegramente nello stesso testo).
Diffusa nei paesi nordeuropei (in Gran Bretagna e Scandinavia, per lo meno, dove viene venduta con il suo nome francese di crème fraîche), è con gran sollievo del traduttore reperibile anche in Italia, pur se non con la stessa diffusione.

Per quanto riguarda la traduzione, finora mi sono imbattuta in due…

Cream

Nonostante sia una fan di TAFKAP, il titolo del post non è legato alla sua vecchia hit, né alle scorpacciate natalizie.

Cream è banalmente la panna, tuttavia, il contesto nonché la sua natura "reale" potrebbero rendere difficile la resa persino di una parola così apparentemente semplice.

Partiamo dal contesto. In un testo di narrativa, a meno di trovarvi di fronte a una situazione/personaggio particolare, non dovreste avere problemi: e panna sia. Già in un saggio, se è di natura gastronomica, le cose potrebbero complicarsi. Se il testo, infine, è di natura medico-scientifica rischiate di finire nei guai.

In Italia, infatti, abbiamo due tipi di panna in vendita comunemente:
panna da cucinapanna da montare (o da pasticceria)
La differenza fra le due è nella quantità di grassi, al 25% ca la prima, al 35% la seconda. (Esiste poi la cosiddetta panna da caffetteria, al 10% di grassi, è quella monodose "da bar".)
Ognuna quindi ha una composizione diversa (proteine, grassi, calo…

Buon Natale

Oggi ho tentato di infilare un nastro rosso al gatto nero. E improvviso mi è venuto in mente Ipermao di Eriadan.




(c)Eriadan







Grazie Eriadan e grazie a Ipermao

Lettera a Babbo Natale (aka perché le traduzioni le porta lui e non la Befana?)

Al di là del dubbio amletico con cui nasce il post, ossia perché debba sempre lavorare durante le feste, sono felice dell'arrivo di un nuovo lavoro (le cui modalità per altro sono un po' diverse dal solito).

Si tratta infatti di un lavoro spalmato, se tutto va bene, su tempi lunghi (e non troppo ritmati... forse). Sono schede dedicate alla salute e all'alimentazione che verranno vendute per abbonamento. Non conosco ancora il nome dell'editore né se si intende vendute in edicola o per altri canali.

La parte per me più difficile è lavorare su un programma di impaginazione. (Come spesso ho detto sul blog, infatti, nelle traduzioni editoriali si acquista il contenitore con il contenuto. )

Per festeggiare l'evento ho versato una tazza di pregiatissimo Ruby Ayra.

Ripley's

Che ci crediate o no, è stato pubblicato.

Legge 2.0

Conosco l'autrice e soprattutto la sua capacità di far comprendere a tutti le assurdità difficoltà del mondo giuridico. Mi ha spiegato a voce, con pazienza, più volte (molte volte) i temi che adesso ha affrontato in un volume edito da Apogeo: Legge 2.0.

E' uscito ieri, non ho ancora fatto in tempo ad acquistarlo. Di una cosa sono certa però, sarà sicuramente all'altezza delle aspettative.

Permettetemi di consigliarvelo, se avete un interesse (anche minimo) sul web, se vi state chiedendo se potete fare questo o quello, se volete sapere qualcosa di più sulla riservatezza.






Elvira Berlingieri, Legge 2.0. Il web tra legislazione e giurisprudenza, Apogeo 2008
Pagine 336 ISBN: 9788850327799Se vi interessa, potete scaricare l’indice e l’introduzione in pdf.





Manuale eGroupWare

La prima parte del manuale è terminata e speriamo a breve di inserirla nel wiki ufficiale.

Si tratta della presentazione di ogni modulo (1-24, eccetto il 2 Installazione) e dei capitoli su:

AgendaRubricaFelaMiMailAttivitàSpero a breve di finire anche Gestione Progetti e News che verranno sottoposti a revisione, per poi tornare da me e subire (in genere) una pesante riscrittura :)

Sto tuttavia pensando di fermare i due lavori e tradurre le pagine dedicate al wiki per poter aiutare i ragazzi che si sono offerti a inserire i testi.
Contrariamente a quello che pensavo, infatti, un wiki non è così semplice come appare. O meglio, non lo è uno multilingue che deve mantenere una struttura intrecciata fra le varie versioni.

Hallowe'en

The Eve of All Hallows>All-Hallow-Even>Hallowe'en>Halloween
In un'altra lingua, la vigilia di Ogni Santi.

Forse "tradotto" in italiano perde un po' del suo fascino ma per riconquistarlo vi basta leggere il post di The virtual linguist (via Terminologia etc.)

Mi perdoneranno gli irlandesi ma le zucche sono più affascinanti delle rape (e soprattutto più buone): in casa intagliamo una bella zuccona italiana (molto saporita) che poi, con gusto macabro adatto a Stingy Jack, pappiamo...

Se non ci fosse bisognerebbe inventarla

Come al solito, sto parlando di Luisa Carrada e del post, bello e condivisibile sulla Scrittura a F.

Quando sei un web editor alle prime armi, le parole di un esperto (o guru se preferite) ti sembrano oro colato. Capisci di essere cresciuto quando cominci a far loro le pulci; sei completamente indipendente, quando vai contro gli esperti (sapendo ben motivare la scelta).

Il mestiere di riflettere

Era mia intenzione lanciarmi in una recensione del libro di Chiara, Il mestiere di riflettere.

Dico era, perché quando sono andata nell'unica libreria che lo aveva in catalogo, dopo circa 15 minuti si sono arresi e hanno confessato. "Ci dispiace, è andato smarrito." Mumble, traduzione automatica in corso, mumble, mumble... ah si! Ciulato, rubato, fregato...

Urca. Beh, in fondo anche questo è un complimento...è così bello che qualcuno ha sentito il bisogno di prenderselo.

Complimenti ragazze!

Localizzatori mon amour (Era chiarimenti...)

I post precedenti hanno preso a un certo punto una svolta inattesa, trasformandosi in una questione di professionalità vs amatorialità.

Ringrazio sia Luigi (che vorrei rassicurare sul fatto che non è stato frainteso*) sia Marco/cav dei loro commenti e dei loro post ma, dal mio punto di vista, si è usciti da quello che intendevo. Certo non sono un localizzatore ma rimango un traduttore con esperienza.

Allo sfruttamento sono contraria, al volontariato no. Considerando che non sono una pulzella, sono certa di saper distinguere le due.

Poi vi prego, non entriamo nel campo minato del traduttore giovane che si svende! Chiunque fra voi abbia mai seguito le liste sa che ci sono più mine in questo discorso che in Afghanistan...

Per il resto, mi trovate d'accordo: un buon lavoro si paga; anche se, sfortunatamente, gli artigiani della traduzione - quando si tratta di essere pagati - sono visti da alcuni come artisti. Art for Art's sake... l'input è: vivi d'aria!! :-D

Ciò non toglie …

Barbarità su open and free software

Dopo un periodo piuttosto lungo di ibernazione, ho appena aggiornato la piattaforma di content management che regge il mio sito web. Mi sono accorta così che Luigi ha mantenuto la sua minaccia, parola e ha gentilmente pubblicato un post a proposito della ricerca volontari per eGroupWare.

Sono un po' sorpresa di notare quanta confusione ancora esista intorno all'open source. Ancora di più lo sono dall'incredulità, dal pensare che non esista vita al di fuori dei "benefici per se stessi". Mi sembra sempre che si perda un pezzo di una visione più ampia.

Prima che pensiate che sto esagerando, lasciatemi provare a spiegare. Comincio da open source e free software. Luigi confonde (e mi sembra non poco) le cose, motivo del resto per il quale si preferisce il termine "open source" a quello di "free software". Esiste il software gratuito ma non per questo è free.

Vi cito Richard Stallman, che ho avuto il piacere di ascoltare a Bologna al TPO.

Free as in fre…

Volontari cercasi

Per una volta un titolo serio...

Stiamo cercando volontari capaci di usare un wiki per pubblicare la versione italiana del manuale di eGroupWare.

Anyone?

Lost in translation

Un mio post sul blog di Isa

La Domenica della Repubblica, pagine 36 e 37: due pagine intere dedicate ai traduttori .. o agli interpreti. Non è possibile stabilirlo. Le due pagine, pubblicità a parte, sono composte da due articoli. Il mondo salvato dagli interpretiLa mia vita pericolosa di traduttore di stato Sono commossa. Cavolo, due articoli importanti sul mestiere. Quasi da piangere, per di più interessanti...[...]

L'inverno di una professione...

Sarà la giornata uggiosa, sarà la mail che ho ricevuto. Mi è stato chiesto di tradurre verso l'inglese "due paginette" d'urgenza (ossia per ieri) a 10 euro.

Sigh

La cosa drammatica? Non sono neanche arrabbiata.

Corso traduzione Herzog - VII Edizione

Con piacere vi segnalo l'avvio del nuovo anno per il corso di traduzione in cui insegna Michele Piumini.

Sono aperte le iscrizioni alla settima edizione del corso di traduzione letteraria nel quale insegno. Le date sono 25 novembre-23 febbraio, il programma e i contatti per informazioni e iscrizioni sono qui:

http://www.herzog.it/milano_traduzione07.asp

Esistono lavori facili?

Vista la richiesta esplicita di risposta a un commento del post precedente, lascio i miei due cents.

Partiamo dalla prima domanda.
Esistono lavori facili? Si e no. Quello che dice Luigi è corretto ma non è tutto.

Ho già notato altre volte la tendenza nel suo modo di esprimersi a essere molto (troppo?:-) netto. Non esistono, nella realtà, lame così affilate. Perché la lingua è sfumatura. Anche in un sfogo molto banale come il mio, sotto c'è molto di più di ciò che appare.
Personalmente quando parlo di lavoro facile, non intendo che l'argomento è mio e quindi sarà un gioco da ragazzi. Questo genere di semplicità potrà essere vera in altri campi (forse anche la traduzione tecnica, in parte) ma in genere è pericolosa in ambito letterario. La difficoltà non è solo terminologica, ma di stile, di ambientazione ecc ecc.
Questo in generale. Nello specifico, non intendevo, come sembra sottintendere Luigi con il suo commento, che il lavoro sarà difficile perché *non è il mio campo/non ne so n…

Non sarà un lavoro facile

Ecco cosa intendo quando dico problemi:

Behind this is a checkbox titled non-blocking when an appointment should not to check off cause an alarm message for a missed deadline!
O anche:

Planner = pianificatore

eGroupWare

Da lunedì sto lavorando alla traduzione del manuale online del software eGroupWare, progetto open source per la creazione di spazi di lavoro condivisi. Le prime difficoltà sono:

Il manuale è stato scritto da più personeNon è originariamente in lingua ingleseIl software è già stato tradotto Non appena possibile affronterà le specificità di questa traduzione

Sworn

Take The Email Etiquette Pledge


Civilizziamoci!
:-)

In difesa della NDT

I commenti di Ilaria, che si è lanciata in difesa della NdT, sono sempre troppo interessanti per lasciarli nascosti ... Concordo con te che non debbano diventare sfoggio di cultura personale del traduttore, e anch'io cerco di usare le ndt il meno possibile, ma in certi casi si rivelano indispensabili.
Sono d'accordo!Quindi non le considero in sé una sconfitta (è la tesi di Umberto Eco, "la ndt è una bandiera bianca alzata", tesi che però è stata contestata da molti)

Oddio... mi impressione avere un'idea in comune con Eco....


Che mi dici delle ndt introdotte per illustrare l'identità di un personaggio o di un aspetto della cultura del paese d'origine, che richiede una spiegazione troppo lunga per essere inserita nel testo? Per esempio, ultimamente mi è capitato di dover aggiungere ndt in testi di saggistica divulgativa o "leggera":
biografia di un cantante americano: c'era da spiegare cosa fosse una "altar call" e una "crusade&quo…

La Nota del Traduttore, abusi di un mestiere...

Non amo dare consigli, perché non sono un esperto. Vorrei però esporre la mia opinione su un argomento, la nota del traduttore di cui credo si "abusi".

Non è la nota in sé a essere un male, piuttosto, come nel caso di alcuni tipi di punteggiatura, viene usata in modo scorretto.

Partiamo da una definizione di cosa sia una NdT. Ammettiamolo onestamente: una ndt è principalmente un fallimento.

[Pausa. Avete ripreso a respirare? Bene, proseguiamo.]

Non è necessariamente un fallimento del traduttore, alcuni concetti/idee/termini ecc necessitano di una qualche spiegazione. In molti casi però è la via d'uscita più facile da uno stallo terminologico. Sfortunatamente, a volte, è anche la peggiore.

Escludendo il romanzo, che necessita di una sensibilità linguistica particolare, nel saggio per uscire da una impasse traduttiva si può optare per due scelte:

l'inserimento di un testo esplicativo all'interno del testo stessola NdTNon ci sono dubbi che preferisco la prima: è meno inva…

Ode al redattore ignoto

Vorrei ringraziare Carlo, redattore nella vita, blogger appassionato sul web. Il suo nome, come avviene per quasi tutti i redattori, non appare sui testima il merito di un buon lavoro è tanto mio quanto suo.

Se i traduttori sono spesso ignorati, i redattori sono spesso ignoti.

Mi è sembrato corretto, oltre che giusto, far conoscere il lavoro di un altro.



Zzz

E' diventato un bellissimo volume per ragazzi e il merito è sicuramente di Carlo che ha esaltato i testi facendo risaltare parole, sillabe, lettere come nell'originale.

Anatomia di un romanzo: Indiana Jones e il teschio di cristallo

Adesso che non corro più il rischio di essere denunciata da George Lucas e Steven Spielberg, posso finalmente parlare di Indiana Jones e il teschio di cristallo che ho tradotto con una collega, Valentina Ballardini.

Scrivere un post a cinque mesi di distanza da una traduzione non aiuta molto l'argomento ma proverò lo stesso a parlare di alcuni fra i punti che ho affrontato nella traduzione, escludendo per esempio "l'ansia da prestazione".

Si lo so, tutti ne soffriamo ma nessuno ne vuole parlare. Capisco ... ma non studio psicologia, prego.

Indiana Jones, per chi non lo sapesse, non è solo una trilogia di film, è anche una collana di libri... ben più di tre. Uno dei problemi che ci siamo poste è avere i volumi precedenti. Gli autori sono diversi ma le caratteristiche del "trademark" sono necessariamente identiche. Sfortunatamente, però, la richiesta è caduta nel vuoto, il cliente non ci ha fornito i testi né le biblioteche possedevano i volumi.
Posso solo dedur…

Adesso svengo...

Novità letterarie da Infinitestorie.it

* Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo *
di James Rollins
(Ed. Nord, trad. di Valentina Ballardini e Marcella Bongiovanni)
(pp. 504, euro 16,60)

Chi poteva raccontare le avventure di Indiana Jones se non uno scrittore dallo stile adrenalinico come James Rollins? È ciò che hanno pensato George Lucas e Steven Spielberg, i quali, per la prima volta, hanno deciso di affidare a un autore di bestseller internazionali l'incarico di scrivere un romanzo all'altezza del leggendario protagonista. E Rollins non poteva che far centro, creando personaggi, vicende e situazioni inediti, ma soprattutto attingendo a tutte le sue risorse per far rivivere sulla pagina scritta le imprese di un personaggio entrato nell'immaginario collettivo. Il risultato è un romanzo più avvincente di un film. via Arzyncampo


Ora è reale...

Il romanzo misterioso

Il 23 maggio arriva il libreria il romanzo misterioso
James Rolling, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Editrice Nord, 2008

Il mio umore in questi giorni..

Giusto per chi se lo chiedesse.

















L'immagine è in pubblico dominio: questa è la fonte.

Ripley's Believe it or not

Traduzione a più mani con una sola grossa difficoltà: microtesti di poche righe chiusi in gabbie rigide. Sintesi obbligatoria e tanti giochi di parole per i titoletti.

Ci sarebbe un'altra difficoltà... non è un libro molto interessante...ma non posso dirlo a voce alta. :-P

Statistica improbabile

Non so per quale legge di Murphy, da scoprire o esistente, la mia vita subisce una statistica improbabile.

Sono anni che, più o meno coscientemente, faccio due lavori insieme. Quello che non riesco a spiegarmi è perché, due eccezioni a parte, in otto, dicasi 8 anni, i lavori arrivino sempre insieme.

O lavoro 15 ore al giorno o prendo il sole sul terrazzo... (la frase era originariamente più volgare ma già mi chiamano "camalla" in casa... non vorrei che l'uso si allargasse).

Così lunedì vado a firmare un contratto e inizio anche questo.

Sarà perché non ho mai capito/amato la matematica?
Boh...

Arretratezza culturale

La settimana scorsa leggevo l'incredibile notizia della traduttrice madrilena che, secondo la casa editrice, modificava il genere di ogni personaggio mentre, a suo dire, si rifiutava di rafforzare gli stereotipi maschilisti. La traduttrice licenziata ha portato in tribunale la casa editrice.
La notizia arriva via Translating is an Art (inglese), non ho letto i giornali spagnoli ma mi viene da dire che la situazione le è sfuggita di mano.

A parte l'assurdità della posizione, perché, a mio modesto parere, l'inglese è assolutamente in grado di far capire, nonostante la presenza di parole apparentemente neutre, da che parte sta l'autore, devo dire che per un attimo ho ammirato la traduttrice. La follia si sa ha sempre il suo fascino. :-)

Eppure questo mondo è maledettamente sessista e ha una serie di stereotipi culturali ben radicati.

Sabato sera: tavolo all'aperto con sette amici (quattro donne e tre uomini) invitati fuori per festeggiare una bella notizia.

Sette persone…

La questione annosa delle "Tariffe"

Pochi giorni fa sono entrata in un gruppo online sulla traduzione. Sfogliando i post mi sono ritrovata intristita e seccata allo stesso tempo.
Sul gruppo, infatti, c'è un thread dal titolo volutamente provocatorio che affronta - fra le altre cose - il problema "Tariffe". (La maiuscola ormai è d'obbligo.)
L'aspetto che mi ha toccato è proprio il fatto che esiste ancora un problema tariffe. Ma la cosa più sorprendente è che a dieci anni dall'arrivo di internet in Italia la comunicazione online soffra ancora degli stessi problemi degli inizi.
Mi meraviglia che vi siano ancora troll e flame, indice di una cattiva diffusione della formazione informatica ma anche di scarsa abilità a comunicare. (Dice molto naturalmente anche sul grado di aggressività della nostra società...)

In ambito letterario, non in quello tecnico, si pone spesso il problema di come "imporre" un tariffario che permetta guadagni dignitosi.
Devo dire che la questione è, a mio modesto avviso,…

Per essere traduttori

In rete si trovano molti buoni consigli per diventare traduttori, poiché questa sembra essere una domanda molto comune fra gli aspiranti. Chiunque sia interessato può leggere un post di Chiara o la pagina apposita di Biblit.

Io vorrei affrontare un tema che invece sembra interessare meno ma che è ugualmente importante: come essere un traduttore. Naturalmente posso offrire solo qualche spunto, non certo IL consiglio.

La prima cosa da chiarire, a se stessi, è cosa si vuole essere: traduttori o Traduttori :-)

Spiego l'arcano. Io sono un traduttore (t ben minuscola), non perché non mi impegni abbastanza per diventare un Traduttore, ma perché traduco in diversi settori, anche il tecnico. Per Traduttore intendo una persona che vuole assolutissimamente tradurre solo Alta Letteratura. A questa non so dare molti consigli. (Riverenza e chiusura del sipario. Exit traductor)

Se invece volete semplicemente essere traduttori vi posso dire banalmente di essere allo stesso tempo ape e orso.

Orso
Un tra…

La difficile arte del criticare

Stavo leggendo questo post di Michele Piumini e mi sono trovata ad affrontare la stessa identica sensazione provata nel leggere altri post/libri/ecc.

Provo a esprimerla ma con un disclaimer: non è e non vuole essere a sua volta una criticama una mia opinione, un mio "mi piacerebbe".

Parto dal presupposto che sono d'accordo con le critiche e le revisioni, sono utilissime. Quello che però mi piacerebbe leggere, e non sempre trovo, è la spiegazione dello sbaglio.
Per due motivi:
chi sbaglia e chi legge imparano qualcosa dagli errori. Io per esempio non ho visto immediatamente la svista in "the day after Xmas" (è Santo Stefano, NON San Silvestro) e per qualche minuto mi sono chiesta cosa stesse dicendo...
(Confesso: ho passato dieci minuti di crisi esistenziale )
chi scrive guadagna in autorevolezza.
Approfitto del post per congratularmi con Michele per l'assegnazione del libro di Kerouac. Avrei voluto lasciargli un commento ma stranamente solo gli autorizzati possono…

Nuovo sito web

Come forse qualcuno ha già notato, a destra nel box "descrittivo" è apparso un link "le mie traduzioni". E' la bozza su gpages del sito web che sto creando con Wordpress.

Ho tre skin che mi piacciono:



Quale preferite?

Diritto (o rovescio?) d'autore

Nella traduzione (un'opera derivata) il diritto d'autore viene spesso ignorato sia negli aspetti economici sia morali.

Conosco un solo caso di traduttore cui spettano le royalties (spero non sia l'unico), per il resto siamo quasi tutti pagati "a cottimo" per il lavoro e lì finisce.

Il diritto morale, tuttavia, non è meno importante ed è anche quello più spesso ignorato o calpestato. Anni fa è successo anche a me: tutti i volumi da me tradotti per la Könemann sono stati ripubblicati da una casa editrice italiana cancellando il mio nome come "autore" della traduzione.
Oggi, sfogliando un libro mi sono accorta che la situazione si ripete, e forse anche più di quello che credo: qualcuno ha tradotto questo testo dall'inglese ma del suo nome non c'è traccia. Perché?
Si tratta di una traduzione automatica? Non credo. Allora perché non rispettare il lavoro altrui? Soprattutto quando è un obbligo di legge.

Il diritto morale è irrinunciabile, inalienabile e im…

I Problemi del mestiere

I problemi del tradurre vengono affrontati spesso su questo blog. Quello di cui non parlo altrettanto spesso sono "quelli del mestiere": trovare una base clienti (problema che si affronta soprattutto agli inizi) e farsi pagare.

Sembra strano ma, per quanto il primo sia il più pressante, quello per cui non ti fermi mai, il più seccante è il secondo. Ho sempre remore quando si tratta di denaro, e mi chiedo sempre il perché.

Personalmente non amo "rompere i cabasisi". Le persone dall'altra parte sono lavoratori come me, possono commettere errori o dimenticanze, non devono essere torturati per questo. Di solito lascio quasi passare il mese prima di segnalare il mancato pagamento e invio nuovamente tutte le informazioni (così che possano ritrovare facilmente i dati). Non sollecito, ricordo.

Devo dire però che non sempre la cortesia viene ricambiata. E questo onestamente mi offende. Non perché è stato saltato un pagamento ma perché non mi viene data risposta. Devo s…

Il mestiere di scrivere

Se non fosse nata, avremmo dovuto crearla.

... e dei traduttori

Stavo sistemando il mio profilo LinkedIn quando mi sono imbattuta per caso in una "collega" che si presenta così:

I've been working since six years as a professional translator [...]

Sono un po' cinica ma se si presenta in questo modo quanto conosce veramente l'inglese (che dichiara essere "la sua lingua di lavoro")?
La contatto e le dico di aggiustare il tiro o lascio che gli altri giudichino le sue capacità di traduttore da quella frase?

Del tradurre

Ringrazio Ilaria del commento al mio post precedente. Approfitto per citarla e chiarire alcuni termini della teoria della traduzione (da me precedentemente brutalizzati).

Semplifico ma per chi vuole approfondire, il libro di Ilaria ha una bibliografia aggiornata da cui partire.

Quando un traduttore si trova di fronte a un termine polisemantico (= con più significati), deve nella maggior parte dei casi operare una scelta. Non potendo mantenere tutti i significati, ne sceglie - a volte arbitrariamente - uno. Questa scelta viene detta negoziazione.

Un traduttore si rivela però anche in altre scelte, per esempio, nell'addomesticare una traduzione (quello che chiamavo localizzare, ossia adattare alla lingua e alla cultura) o chiarirla (nel mio post = differenziare).

Come esempi di una traduzione addomesticata Ilaria riporta alcuni nomi "italianizzati":
Susanna Bones > Susanna Hossas (0ssa)
Terry Boot > Terry Steeval (stivale)
Notare come i nomi - seppur italianizzati - abbian…

Harry and me o anche dei lucchetti babbani e dei medaglioni magici

Ieri ho finalmente trovato alla Feltrinelli il testo di Ilaria, ex Miss Prissy, Katerinov.
Era un po' che lo cercavo, divertita e interessata dal pdf che mi aveva segnalato nella discussione sulla traduzione pirata di Harry Potter.

Come immaginavo il libro è interessante e piacevole e mi ha permesso di scoprire tutto un mondo. Non ho letto HP in italiano e anche la versione inglese (per una volta) non me la sono rovinata preoccupandomi di come avrei lavorato ...

Ho divorato il libro in una serata (si, sempre stata bulimica io...), apprezzandone anche la semplicità di spiegazioni per il non addetto ai lavori.

Senza voler criticare il lavoro di Ilaria, due sono i punti che non mi trovano del tutto d'accordo.

Critiche non risolutiveAlcuni commenti "personali"

Provo a spiegarmi, considero "critiche non risolutive" tutti quei punti in cui critica (giustamente) una traduzione, spiegando il perché non è all'altezza o non è corretta. Poi però non offre una soluzione …

Traghettatori monolingua

Vi segnalo questo post in cui Brett Jocelyn Epstein affronta il problema del rispetto dei testi nella "traduzione" da inglese (uk) a inglese (us).

Come si può leggere in Brave New Words non solo esistono anche i traduttori monolingua :-) ma affrontano lo stesso tipo di problema: lasciare percepire le differenze fra le varietà di inglese o "neutralizzarle".

Sono d'accordo con lei sulla soluzione, vive la différence in letteratura, viva la comprensione in altre forme di comunicazione non letteraria.

Caronte II: le unità di misura

Sulla scia dei post precedenti, continuiamo la sfilata con un modello della serie "Come ammorbare i lurker".

Un altro esempio di addomesticazione del linguaggio straniero sono le unità di misura: yards vs metri.
Anche in questo caso si parla di addomesticazione solo in ambito letterario puro, altrimenti è semplice localizzazione (= adattare al mercato locale).

Quanto è corretto trasformare le unità di misura?
Un americano quasi neanche conosce il sistema metrico decimale, potrebbe quindi parlare di metri, litri, grammi?

D'altra parte quanto è importante che il lettore italiano comprenda le distanze, i pesi ecc.?

In un ipotetico romanzo giallo ambientato negli Stati Uniti, in cui un serial killer uccide in base a complicati calcoli matematici basati sulle unità di misura chi fareste vincere: la lettera o la sostanza?

Uomini o caporali?

Per chiarire il post precedente sulle differenze culturali, spesso poco note o evidenti, che separano le lingue, vi porto come esempio i titoli.

[Inizio ranting personale]
In Italia, come si sa, un titolo non si nega a nessuno. Siamo tutti dottori, al punto che dare del signore ormai è una offesa, laddove è -o era- un complimento. ("E' un vero signore"...).
Non è così, però, in inglese in cui si preferisce la professione al titolo.
[Fine ranting]

Potrebbe venire naturale pensare quando si incontra un "Dr." di tradurlo con il corrispettivo false friend "dottore".

Ma le lingue, le culture e non da ultimi i sistemi educativi sono diversi. La definizione di doctor in inglese è "a person who holds the highest university degree". Ben diversa quindi dal nostro semplice laureato. Oppure "a person who is qualified to practise medicine" (Oxford).

Se non stiamo parlando di un uomo di nome House, dunque, una scelta da prendere in considerazione è &…

La maestrina dalla penna rossa

Post autoreferenziale. Saltare pure.

Quando rileggo alcuni post, capisco improvvisamente perché mi chiamano "la maestrina", o per essere esatti, "la maestrina dalla penna rossa".

Sigh.

Probabilmente nella vita precedente ero una voce di una qualche enciclopedia minore.

Questioni di stile, o anche del perché ci si sente dei Caronte

Una delle prime questioni che un traduttore impara a dirimere (o se non altro ad affrontare) nelle traduzioni editoriali, e in particolare quelle letterarie, è la diversità, in particolare,di riferimenti culturali.

In un testo ambientato negli anni '50, per esempio, con protagonisti i giovani (pensate a Grease), si troverà tutta una serie di riferimenti:
storicigeograficiculturalilinguistici
Solitamente i primi due non creano troppi problemi, se il mondo di cui si parla è l'Occidente.

Per i riferimenti linguistici e culturali invece bisogna scegliere fra "localizzare" e "differenziare" (brutti termini ma al momento non me ne vengono di migliori :-)

Localizzare implica trasformare quei riferimenti a una cultura diversa in riferimenti culturali italiani, differenziare al contrario implica lasciar vivere le differenze.

Se il mio testo, per rimanere in tema, è grease-like presenterà un gergo giovanile anni '50, per cui avremo greasers, poodle skirts, lettermen ec…

Tradurre un romanzo...

... è un lavoro molto più lento.

In un saggio, con un po' di tempo e diverse ricerche, trovi una "letteratura" di riferimento su cui fare affidamento per tipologia di linguaggio, glossario, stile.

In un romanzo incontri molte più bivi (scelte) e "glossari", il tuo personaggio può saltare da un continente all'altro mangiando, che so, bacherozzi in uno e un piatto flambé in un altro. E tu lo rincorri letteralmente, dovendoti fare una cultura "express" su un'altra cultura...

Ad ogni passo devi scegliere quale connotazione dare alla parola, valutare se un tipo di spada è più vicino a uno spadino o a uno stocco (ma perché diavolo in inglese si usa la stessa parola? eh?)
E finirò per chiedere aiuto al circolo ufficiali o magari agli appassionati di dungeon&dragons....

Al momento queste sono le decisioni (importanti) fin qui prese:
Tempo: presente storico.
Il romanzo è d'avventura (molto avventuroso....), ambientato anni, non ere, fa. La motivazion…

Mamma li turchi!

Ho appena accettato la traduzione di un romanzo. Confesso, il mio primo. Per scelta e per caso. Per scelta perché sono sempre stata una lettrice innanzitutto di saggi e solo dopo di romanzi. Perché mi piace la "libertà" che ti lascia la traduzione di un saggio. Soprattutto per caso, perché prima di ieri, non era capitata l'occasione.
Sinceramente, all'inizio, non ho neanche pensato. Ho detto si, grazie.

Adesso, dopo una settimana, ho una crisi d'identità fuori misura. Ora che faccio? Il modo di tradurre è completamente diverso, i tempi della traduzione sono diversi (e per una volta parlo dei miei e non di quelli da urlo che mi lasciano "loro").

Ma voi come fate? (A non farvi prendere dal panico, dico.)
Si accettano consigli, grazie

Stra ordinary week

Chiara è riuscita a sconvolgermi in uno dei suoi ultimi post.

Per la levataccia mattutinaPer la "caparbietà"
Io, anche quando non facevo due lavori (ossia secoli fa), avevo un ritmo completamente diverso. Mi alzavo tardi e preferivo lavorare nel silenzio della notte.
Inoltre, anche nei periodi migliori, mi è difficilissimo rimanere attaccata al pc/mac molto a lungo. Mi alzo in continuazione, con la scusa di un te, di dare l'acqua alle piante, di lavare piatti/bucato/pavimento/metteteci quello che volete...

Vuoi vedere che a quarant'anni scopro cos'è che non va nella vita?!

L'importanza di un buon rapporto redattore-traduttore

Sembra una banalità ma il rapporto fra un traduttore e il suo redattore può comportare la riuscita o meno di una traduzione.

Nei fatti non è banale né comune. Non mi è capitato spesso un redattore che ha messo a disposizione il suo lavoro e ha condiviso con me le scelte e le modifiche effettuate.1 Per questo vorrei ringraziare pubblicamente il dottor C.

Grazie a lui non solo abbiamo messo a disposizione di tanti un glossario di termini ma, a un livello più personale, ho compreso meglio il metodo di lavoro che seguo e ne ho notato gli errori.

Per esempio, quando utilizzo un sito internet come fonte, spesso non prendo nota dell'indirizzo URL, facendo affidamento sul fatto che posso sempre ritrovarlo. Non prendo in considerazione invece che, al momento del bisogno, potrei non avere il tempo di ripetere la ricerca (che magari è stata lunga e difficoltosa). Il bisogno può essere un redattore che ti fa le pulci e deve controllare la fonte delle tue affermazioni, ma anche me stessa in f…