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Visualizzazione dei post con l'etichetta Harry Potter

Tradurre le serie

Questa estate la crisi, nei diversi contesti in cui questa parola può essere intesa, ha colpito anche me. Ho reagito nel mio solito modo: mi sono chiusa nella mia bolla personale con la sola compagnia dei libri. Tanti libri, al ritmo di quasi uno al giorno. Fra questi diversi sono "in serie". È da questa estate dunque che questo post si libbra nell'aria, senza che trovassi la voglia e il tempo di affrontare il tema :) La traduzione di ogni romanzo, soprattutto "nuovo", si porta dietro un rischio inaspettato: che l'autore abbia in mente un seguito o una serie di seguiti. Le decisioni che prendiamo nel tradurre, infatti, rischiano di andare in conflitto con situazioni future non prevedibili. Parallelamente, anche un autore consolidato, reso in italiano da un traduttore nuovo, se permette maggiori libertà, corre maggiori rischi. Non dimenticherò mai la "disperazione" di una redattrice di fronte alle migliaia di lettere di protesta per la pubblic...

Del tradurre

Ringrazio Ilaria del commento al mio post precedente. Approfitto per citarla e chiarire alcuni termini della teoria della traduzione (da me precedentemente brutalizzati). Semplifico ma per chi vuole approfondire, il libro di Ilaria ha una bibliografia aggiornata da cui partire. Quando un traduttore si trova di fronte a un termine polisemantico (= con più significati), deve nella maggior parte dei casi operare una scelta. Non potendo mantenere tutti i significati, ne sceglie - a volte arbitrariamente - uno. Questa scelta viene detta negoziazione. Un traduttore si rivela però anche in altre scelte, per esempio, nell 'addomesticare una traduzione (quello che chiamavo localizzare, ossia adattare alla lingua e alla cultura) o chiarirla (nel mio post = differenziare). Come esempi di una traduzione addomesticata Ilaria riporta alcuni nomi "italianizzati": Susanna Bones > Susanna Hossas (0ssa) Terry Boot > Terry Steeval (stivale) Notare come i nomi - seppur italianizzat...

Harry and me o anche dei lucchetti babbani e dei medaglioni magici

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Ieri ho finalmente trovato alla Feltrinelli il testo di Ilaria, ex Miss Prissy, Katerinov . Era un po' che lo cercavo, divertita e interessata dal pdf che mi aveva segnalato nella discussione sulla traduzione pirata di Harry Potter. Come immaginavo il libro è interessante e piacevole e mi ha permesso di scoprire tutto un mondo. Non ho letto HP in italiano e anche la versione inglese (per una volta) non me la sono rovinata preoccupandomi di come avrei lavorato ... Ho divorato il libro in una serata (si, sempre stata bulimica io...), apprezzandone anche la semplicità di spiegazioni per il non addetto ai lavori. Senza voler criticare il lavoro di Ilaria, due sono i punti che non mi trovano del tutto d'accordo. Critiche non risolutive Alcuni commenti "personali" Provo a spiegarmi, considero "critiche non risolutive" tutti quei punti in cui critica (giustamente) una traduzione, spiegando il perché non è all'altezza o non è corretta. Poi però non offre una sol...

Harry Potter e le traduzioni della morte

Approfittando di qualche giorno di tranquillità, ieri ho letto un po' di post altrui. Sono passata da Massimo Mantellini , giornalista e blogger che apprezzo molto. Da lui ho scoperto che esiste una versione piratata di HP 7 in italiano . Proprio perché ho stima di lui, quando ho letto che " non sembra per nulla male", l'ho scaricata. Ora, sono una traduttrice editoriale (per chi non lo sapesse indica che mi occupo di tutto ciò che non è narrativa). Questo credo sia evidente. Non mi nascondo quindi dietro un dito ma credetemi se vi dico che il mio giudizio non è legato alla difesa "della specie". Condivido spesso le opinioni di Massimo, anche e soprattutto sulla questione "Ordine dei" (nel suo caso giornalisti, nel mio traduttori). Forse abbiamo letto pagine diverse, probabilmente lui ha sfogliato l'inizio, mentre io ho letto i capitoli quasi finali (King's Cross, per essere esatti). Non ricordo se Massimo abbia letto HP (anche se credo d...