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Tradurre la burocrazia

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L'anti lingua è l'incubo di qualsiasi persona che lavori in ambito di comunicazione, sia questa i servizi al cittadino, sia essa un servizio di traduzione. Non mi sono mai trovata a dover tradurre il burocratese e neanche la burocrazia (dall'inglese per fortuna il rischio è minimo), ma mi sono trovata a rendere aiuto a un collega in un colloquio con uno studente straniero. E a fallire . Perché onestamente non avevo idea di come rendere in plain english la "fuffa" dell'italiano burocratico. La persona che parlava è molto intelligente e preparata, la colpa quindi era tutta mia. Mi manca del tutto il linguaggio burocratico (e politico). Ma devo anche dire, a mia del tutto parziale discolpa, che passare da un'altra lingua rende evidente che non stai parlando in modo semplice né chiaro. Non avevo idea di come rendere in inglese le frasi perché non erano un linguaggio comune. Si, parlavamo di web ma dal punto di vista di politica e burocrazia, in un certo s...

Le citazioni della Bibbia in traduzione

Credo che un "problema" risaputo nel campo sia che il traduttore editoriale e letterario debba avere conoscenze enciclopediche. 1 Un esempio lampante sono le citazioni bibliche spesso presenti nei testi anglosassoni. Per un traduttore ci sono diverse difficoltà, non da ultima quella di riconoscerle come tali. In base alla complessità e al tipo di testo, inoltre, dovrebbe scegliere la traduzione (perché la Bibbia è una traduzione continua) più vicina al periodo del testo originale. Forse meno evidente è la cecità che ci portiamo dietro in quanto fedeli (o per lo meno cresciuti in una fede). Le conoscenze di primo livello in ambito religioso, infatti, sono colorate dalla fede in cui si è cresciuti. Quanti sono veramente consapevoli, per esempio, che il Nuovo testamento non è parte della Bibbia? La maggior parte dei cristiani, di qualsiasi denominazione, lo considera la parte "nuova" appunto della Bibbia (Antico testamento). Più complesso, invece, il problema ...

Birra, sulla intraducibilità della (post molto estivo)

Update: Il Guardian su " Cheers! It's real ale renaissance " Brewers these days are experimenting with new styles and reviving old ones, long forgotten: smooth, highly hopped best and premium bitters ; potent pale ales and India pale ales ; dark, sweet, chocolatey porters , an 18th-century favourite; rounder, softer milds , which died a dismal death in the 60s but are now bouncing back; heavy, grainy, creamy stouts ; fruity, refreshing, pale amber golden ales , a newcomer designed to tempt the dreaded Lagerboy. Bologna, sahara. 40 ° C di giorno. 31 °C la sera. Tre disperati alla ricerca di frescura si trovano all'Ambasciatori e si scontrano, più che con l'afa, con le barriere linguistiche. Di fronte a una weiss rileviamo che le tipologia della birra, infatti, non solo non corrispondono ma possono essere a fatica "spiegate". In Italia, infatti, le birre vengono prevalentemente distinte dal colore e, in seguito, dalla provenienza. Parl...

Le traduzioni professionali non dovrebbero essere ben migliori?

Ore 10.40: ricevo una mail dalla mia amica L che mi comunica estatica che è riuscita a convincere il boss a pagare un professionista per la traduzione dell'informativa sulla privacy. Ore 15.15: trovo finalmente il tempo di dare una occhiata alla traduzione, lavoro di un collega d'oltre oceano specializzato in giurisprudenza. Ci rimango male. Il lavoro è naturalmente di tutt'altro livello, eppure il collega in questione non ha pensato di andare alla fonte (la legislazione europea) e quindi, fra le perle, troviamo: article 13 owner invece di: section 13 data processor Qualcuno mi spiega poi come sportello Urp è diventato "counter"?

The girl with a dirty mouth

Il post di Ilaria , Terms of abuse , mi dà la possibilità di riprendere a parlare di traduzione, dopo un lungo periodo di "blocco del traduttore" causato da impegni di lavoro esclusivamente sul versante web. Le differenze fra le lingue iniziano immediatamente: noi parliamo comunemente di parolacce, loro di swear word . Noi enfatizziamo l'infantilismo, loro l'aspetto profano. Da qui inizia una caduta libera. I false friends dominano il campo, i "calchi" si sprecano e i significati partono per la tangente. Trovo altri due problemi nella resa delle f-words , l'impatto dello slang, che spesso dimentichiamo, e il passare del tempo. Termini inaccettabili con il tempo appunto diventano blandi. Ho un amico, oggi cinquantenne, che un tempo potevi insultare come volevi tranne chiamandolo bastardo . Non è l'insulto alla madre, ma una questione politica. Per lui il termine era associato a una ben definita area politica e quindi inaccettabile. Per la mia g...

Plain language: quando il burocratichese si fa traduzione

Sta per andare online un nuovo sito, multilingue, di una pubblica amministrazione. (Il sito è stato fatto tradurre dalla ditta esterna che si è occupata della grafica.) Nel caos degli ultimi controlli ci siamo accorti che manca la pagina dei credits in lingua inglese. Capita. Non è un dramma. Chiediamo al referente del progetto e questo è ciò che è arrivato. Credits Editorial Coordination Direction General of xxxx, xxx Region Head of Communication: tel. (senza prefisso di nazione....) email: Technical Coordination Direction General of XXXX,xxx Region Unit Information Systems Manager: email: Lasciando perdere gli errori, quello che vorrei sottolineare è (IMHO) l' inutilità della traduzione di “titoli” (intesi in senso ampio). Se il valore della pagina è informativo, non ha senso rendere letteralmente i “nomi” di enti/titoli/PA ecc. Non abbiamo lo stesso apparato burocratico, non esiste dunque equivalenza. Così come, romanzi a parte, non dovremmo tradurre il Secretary of State con i...

Font: maschile o femminile?

Sto sfogliando il manuale di immagine coordinata di un ente pubblico. A pag. 26 leggo il titolo: la font istituzionale. Confesso sono anni che mi arrovello, senza però aver mai affrontato seriamente la questione, font è maschile o femminile? ( Licia ?) Così, di pancia, credo che la scelta dipenda dal tipo di definizione che si da all'inglese font . Tipo di carattere Serie completa di caratteri Credo di aver usato font prevalentemente al maschile ma, in effetti, sono tutt'altro che sicura. Secondo voi qual è l'uso corretto?

Parole con il dono dell'ubiquità

E' abbastanza normale che ognuno di noi abbia una serie di termini che usa in continuazione, una coperta di linus composta di parole. (Ho un collega, per esempio, che con molta cortesia mi chiede di rivedere i suoi lavori, la sua parola preferita è "pertanto" :) Il fascino di una traduzione letteraria/editoriale si trova spesso in queste ricostruzioni, nello scoprire la trama di questa coperta e provare a ricrearla con un "uncinetto" diverso. In altri campi, come quello tecnico, la presenza ripetuta di un lemma è in parte dovuto a una necessità di precisione millimetrica, in parte anche a una certa sciatteria linguistica (non sempre naturalmente). A volte invece è semplicemente una questione di gusto. Il mio ultimo lavoro, appartenente al mondo della traduzione "grigia", è composto da una serie di schede che spiegano al lettore un disturbo medico o le proprietà di un alimento (Per gli studenti: no, non capitano sempre lavori interessanti...:). La parol...

Localizzatori mon amour (Era chiarimenti...)

I post precedenti hanno preso a un certo punto una svolta inattesa, trasformandosi in una questione di professionalità vs amatorialità. Ringrazio sia Luigi (che vorrei rassicurare sul fatto che non è stato frainteso*) sia Marco/cav dei loro commenti e dei loro post ma, dal mio punto di vista, si è usciti da quello che intendevo. Certo non sono un localizzatore ma rimango un traduttore con esperienza. Allo sfruttamento sono contraria, al volontariato no. Considerando che non sono una pulzella, sono certa di saper distinguere le due. Poi vi prego, non entriamo nel campo minato del traduttore giovane che si svende! Chiunque fra voi abbia mai seguito le liste sa che ci sono più mine in questo discorso che in Afghanistan... Per il resto, mi trovate d'accordo: un buon lavoro si paga; anche se, sfortunatamente, gli artigiani della traduzione - quando si tratta di essere pagati - sono visti da alcuni come artisti . Art for Art's sake ... l'input è: vivi d'aria!! :-D Ciò no...

La questione annosa delle "Tariffe"

Pochi giorni fa sono entrata in un gruppo online sulla traduzione. Sfogliando i post mi sono ritrovata intristita e seccata allo stesso tempo. Sul gruppo, infatti, c'è un thread dal titolo volutamente provocatorio che affronta - fra le altre cose - il problema "Tariffe". (La maiuscola ormai è d'obbligo.) L'aspetto che mi ha toccato è proprio il fatto che esiste ancora un problema tariffe. Ma la cosa più sorprendente è che a dieci anni dall'arrivo di internet in Italia la comunicazione online soffra ancora degli stessi problemi degli inizi. Mi meraviglia che vi siano ancora troll e flame , indice di una cattiva diffusione della formazione informatica ma anche di scarsa abilità a comunicare. (Dice molto naturalmente anche sul grado di aggressività della nostra società...) In ambito letterario, non in quello tecnico, si pone spesso il problema di come "imporre" un tariffario che permetta guadagni dignitosi. Devo dire che la questione è, a mio modesto a...

I Problemi del mestiere

I problemi del tradurre vengono affrontati spesso su questo blog. Quello di cui non parlo altrettanto spesso sono "quelli del mestiere": trovare una base clienti (problema che si affronta soprattutto agli inizi) e farsi pagare. Sembra strano ma, per quanto il primo sia il più pressante, quello per cui non ti fermi mai, il più seccante è il secondo. Ho sempre remore quando si tratta di denaro, e mi chiedo sempre il perché. Personalmente non amo "rompere i cabasisi". Le persone dall'altra parte sono lavoratori come me, possono commettere errori o dimenticanze, non devono essere torturati per questo. Di solito lascio quasi passare il mese prima di segnalare il mancato pagamento e invio nuovamente tutte le informazioni (così che possano ritrovare facilmente i dati). Non sollecito, ricordo. Devo dire però che non sempre la cortesia viene ricambiata. E questo onestamente mi offende. Non perché è stato saltato un pagamento ma perché non mi viene data risposta. Devo...

Traghettatori monolingua

Vi segnalo questo post in cui Brett Jocelyn Epstein affronta il problema del rispetto dei testi nella "traduzione" da inglese (uk) a inglese (us). Come si può leggere in Brave New Words non solo esistono anche i traduttori monolingua :-) ma affrontano lo stesso tipo di problema: lasciare percepire le differenze fra le varietà di inglese o "neutralizzarle". Sono d'accordo con lei sulla soluzione, vive la différence in letteratura, viva la comprensione in altre forme di comunicazione non letteraria.

Caronte II: le unità di misura

Sulla scia dei post precedenti, continuiamo la sfilata con un modello della serie "Come ammorbare i lurker". Un altro esempio di addomesticazione del linguaggio straniero sono le unità di misura: yards vs metri. Anche in questo caso si parla di addomesticazione solo in ambito letterario puro, altrimenti è semplice localizzazione (= adattare al mercato locale). Quanto è corretto trasformare le unità di misura? Un americano quasi neanche conosce il sistema metrico decimale, potrebbe quindi parlare di metri, litri, grammi? D'altra parte quanto è importante che il lettore italiano comprenda le distanze, i pesi ecc.? In un ipotetico romanzo giallo ambientato negli Stati Uniti, in cui un serial killer uccide in base a complicati calcoli matematici basati sulle unità di misura chi fareste vincere: la lettera o la sostanza?

Questioni di stile, o anche del perché ci si sente dei Caronte

Una delle prime questioni che un traduttore impara a dirimere (o se non altro ad affrontare) nelle traduzioni editoriali, e in particolare quelle letterarie, è la diversità, in particolare, di riferimenti culturali. In un testo ambientato negli anni '50, per esempio, con protagonisti i giovani (pensate a Grease ), si troverà tutta una serie di riferimenti: storici geografici culturali linguistici Solitamente i primi due non creano troppi problemi, se il mondo di cui si parla è l'Occidente. Per i riferimenti linguistici e culturali invece bisogna scegliere fra "localizzare" e "differenziare" (brutti termini ma al momento non me ne vengono di migliori :-) Localizzare implica trasformare quei riferimenti a una cultura diversa in riferimenti culturali italiani, differenziare al contrario implica lasciar vivere le differenze. Se il mio testo, per rimanere in tema, è grease-like presenterà un gergo giovanile anni '50, per cui avremo greasers, poodle skirts, ...

Tradurre un romanzo...

... è un lavoro molto più lento. In un saggio, con un po' di tempo e diverse ricerche, trovi una "letteratura" di riferimento su cui fare affidamento per tipologia di linguaggio, glossario, stile. In un romanzo incontri molte più bivi (scelte) e "glossari", il tuo personaggio può saltare da un continente all'altro mangiando, che so, bacherozzi in uno e un piatto flambé in un altro. E tu lo rincorri letteralmente, dovendoti fare una cultura "express" su un'altra cultura... Ad ogni passo devi scegliere quale connotazione dare alla parola, valutare se un tipo di spada è più vicino a uno spadino o a uno stocco (ma perché diavolo in inglese si usa la stessa parola? eh?) E finirò per chiedere aiuto al circolo ufficiali o magari agli appassionati di dungeon&dragons .... Al momento queste sono le decisioni (importanti) fin qui prese: Tempo: presente storico. Il romanzo è d'avventura (molto avventuroso....), ambientato anni, non ere, fa. La mot...

Questioni di genere

L'ultimo post di Giacomo Mason , sempre interessante, mi ha spinto a una breve riflessione sul "genere". I problemi da lui riscontrati nella quotidianità del freelance sono gli stessi che ho incontrato io (o quasi). Lui però ne trae forza, io debolezza. È una questione di genere? Spererei di no. In caso contrario vorrebbe dire che anni di pratica non mi sono serviti poi a molto. :) Spero, piuttosto, che la differenza sia dovuta al fatto che, a parità di età o quasi, abbiamo percorsi opposti. In altre parole io sono dieci anni che faccio l'atipica o la temporanea (recente passaggio) e di normalità ne ho vista poca. (Dove per normalità intendo l'indeterminato classico in ambiente classico, che l'indeterminato in un microambiente è quasi sfigato come me...ma su questo in altra occasione.) Mi sembra di comprendere invece che Giacomo (mi scuserà la familiarità) è sempre stato un servo (termine dell'autore) in una ditta e ora si è dato alla libertà. È vero: la...

Legalità

Qualche tempo fa mi sono accorta che una casa editrice italiana aveva ripubblicato dei libri (di cucina ) da me tradotti. Eliminandomi. Ho parlato con diversi avvocati, specializzati in diritto d'autore, e c'è chi mi dice di denunciarli immediatamente, chi mi dice che non vale la pena (perché ne blocco la diffusione ma non è detto che vedrei una lira). Io non so che fare. Se avessi i soldi li denuncerei immediatamente, anche senza un ritorno economico. È una questione di moralità (dei miei diritti, appunto).

che delusione a volte i vocabolari

A volte i vocabolari sono una disgrazia. Per amor di dio, ti aiutano sempre (quasi) e sei grata. Quando però ti lasciano andare, che botto! Frase semplice, senza problemi di comprensione: The pain needs to be validated and worked through . Il concetto dietro è semplice e non vi è alcun problema di traduzione, proprio per questo prendo in mano il vocabolario 'piccolo' (Hoepli) e non il grande (Sansoni). Non prevedo problemi, non mi serve capire, mi serve solo un termine più elegante del 'concetto'. Bene, cerco. Bang. Secondo l'Hoepli vuol SOLO dire: dare risultati/frutti, avere effetto. E tutti gli altri significati? Il solo Cambridge mi da tre voci, come phrasal verb .

e se vi fossero errori?

Mi imbatto sempre più spesso, nel leggere la versione precedente del testo, in brani la cui traduzione non corrisponde con ciò che leggo nella versione inglese. Mi assale quindi il dubbio: gli autori hanno modificato il testo nella nuova versione? o i traduttori della versione precedente (medici ma non linguisti) non hanno colto il senso o, più probabilmente, lo hanno modificato? Se è così posso fidarmi ancora di loro? (Sto usando la versione precedente come fonte risolutiva dei problemi terminologici. Non sono un veterinario e in medicina a volte si usano termini diversi. Io ho dato per scontato che la versione precedente fosse affidabile e se non fosse così?) Oppure sono io che, non essendo specializzata, non afferro il contesto e non mi rendo conto che, in realtà, non vi sono differenze?