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Plain language: quando il burocratichese si fa traduzione

Sta per andare online un nuovo sito, multilingue, di una pubblica amministrazione. (Il sito è stato fatto tradurre dalla ditta esterna che si è occupata della grafica.)
Nel caos degli ultimi controlli ci siamo accorti che manca la pagina dei credits in lingua inglese.
Capita. Non è un dramma. Chiediamo al referente del progetto e questo è ciò che è arrivato.

Credits
Editorial Coordination
Direction General of xxxx, xxx Region
Head of Communication:
tel. (senza prefisso di nazione....)
email:

Technical Coordination
Direction General of XXXX,xxx Region
Unit Information Systems
Manager:
email:


Lasciando perdere gli errori, quello che vorrei sottolineare è (IMHO) l'inutilità della traduzione di “titoli” (intesi in senso ampio). Se il valore della pagina è informativo, non ha senso rendere letteralmente i “nomi” di enti/titoli/PA ecc. Non abbiamo lo stesso apparato burocratico, non esiste dunque equivalenza.
Così come, romanzi a parte, non dovremmo tradurre il Secretary of State con il “corrispettivo” italiano, non dovremmo pretendere il “rispetto” istituzionale dei nomi.

Non sono una madrelingua (qui di vorrebbe l'intervento di Marian, visto il suo ultimo successo :) ma nel caso specifico ho suggerito una versione in plain language.

Credits

Editorial Staff
XXXX Head Offices
XXX Region
Head of Communication:
tel.
email:

IT Staff
IT Head Offices
Region
Manager:
Non sarà bello, non rispetta il burocrate in ognuno di noi ma credo sia più comprensibile.

Se il lavoro prevede il mantenimento della terminologia, consiglio il sito della Commissione Europea (che quanto a burocrazia non scherza :). Proprio perché è il sito multilingue di un apparato burocratico, è perfetto.

In questo caso, avremmo avuto:

Editorial Coordination
xxx Region
Directorate General of xxxx,
Communication Officer:


Technical Coordination
xxx Region
Directorate General for Informatics, xxx,
xxx Service
Manager:

(ouch)
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