On translators

Many critics, no defenders, translators have but two regrets: when we hit, no one remembers, when we miss, no one forgets.[Anonymous]


venerdì

Il gran rifiuto

Questo post di Alice mi ha fatto sorridere. Ho vissuto situazioni veramente difficili, al limite dell'assurdo, perché alcune persone hanno vissuto questo semplice principio professionale come un "gran rifiuto".

E persino in famiglia ci sono state discussioni anche accese quando, di fronte a una richiesta di traduzione verso l'inglese, ho risposto no, non si fa.

Ad Alice la mia solidarietà e ai passanti un consiglio, leggete il post spiega in maniera chiara perché è assurdo chiedere a un italiano di tradurre verso una lingua che non è la sua.

martedì

Il valore dell'università


Tornare dietro i banchi a 45 anni non è una scelta senza conseguenze, soprattutto per il tempo improvvisamente scomparso, volato, smarrito... :)

A distanza di 7 mesi devo però dire che è stata una scelta azzeccata. No, l'università non è diventata una panacea, ci sono ancora diversi problemi fra organizzativi e didattici. Tuttavia, mi ha costretto a tenermi al passo, a mantenermi allenata.
Perché non c'è nulla più forte di un esame per costringerti ad aggiornarti, confrontarti, in breve a muoverti.

Sul lavoro non sempre l'aggiornamento o la formazione sono quelli necessari per il tuo sviluppo, la crescita personale e professionale. È facile impantanarsi, dire "lo farò domani". Comprare tanti libri per poi leggerne pochi. L'università può essere meno impattante come nozioni a 45 anni rispetto ai 25 (quei 20 anni fanno la differenza, ma dai?), ma alcune cose le fai veramente solo quando costretto.

Quindi un thumbs up, facebook style.



mercoledì

Tradurre in cucina

Incredibile a dirsi, ma siamo di nuovo in vista delle chiacchiarate enogastronomiche :).



Quest'anno il corso offerto da Langue&Parole unisce le due facce editoriali, scrittura e traduzione, ed è in convenzione con Biblit, Aiti, Strade, Tradinfo, Aniti.

Per informazioni, costi e data di iscrizione:
http://www.langueparole.com/formazione/laboratori-di-aggiornamento/tradurre-in-cucina.html

Se vi interessa, vi aspetto in chat!

Intervistata da La matita rossa

Spezzo il silenzio per lasciare una piccola nota... in corso.

Rossella Monaco de La matita rossa mi ha intervistato a settembre sul tema della traduzione enogastronomica.
Oggi ha pubblicato l'intervista. Ridete pure :)

lunedì

Time out

Una breve comunicazione di servizio per avvisare chiunque passi da queste pagine che prendo un (paio di) anni sabbatici.

Sono tornata in università per una laurea magistrale in Comunicazione pubblica e d'impresa.

Per favore smettete di ridere... è proprio vero. :)

A presto e grazie per la pazienza e l'attenzione dimostrata negli anni.

Marcella Bongiovanni

PS La matita rossa mi ha intervistato qualche settimana fa. Spero di farvi avere presto il link.


venerdì

Tradurre la burocrazia

L'anti lingua è l'incubo di qualsiasi persona che lavori in ambito di comunicazione, sia questa i servizi al cittadino, sia essa un servizio di traduzione.

Non mi sono mai trovata a dover tradurre il burocratese e neanche la burocrazia (dall'inglese per fortuna il rischio è minimo), ma mi sono trovata a rendere aiuto a un collega in un colloquio con uno studente straniero. E a fallire. Perché onestamente non avevo idea di come rendere in plain english la "fuffa" dell'italiano burocratico. La persona che parlava è molto intelligente e preparata, la colpa quindi era tutta mia. Mi manca del tutto il linguaggio burocratico (e politico).

Ma devo anche dire, a mia del tutto parziale discolpa, che passare da un'altra lingua rende evidente che non stai parlando in modo semplice né chiaro. Non avevo idea di come rendere in inglese le frasi perché non erano un linguaggio comune. Si, parlavamo di web ma dal punto di vista di politica e burocrazia, in un certo senso di "massimi sistemi". Ho ancora gli incubi.

Questo tuttavia non giustifica la grande impresa di traduzioni che ha creato questo mostro.


Qualsiasi studente di storia sa che il Segretario di Stato è una figura tipica americana (e a cosa corrisponde in altri ordinamenti) e gli studenti di traduzione si chiedono come e se rendere le cariche politiche e amministrative nella lingua target. [La risposta è... dipende, ma lo sapevate già. In linea teorica rimangono inalterate perché i sistemi sono diversi. In momenti storici diversi però questa risposta può essere differente.]

Trovo tuttavia impensabile che il nome di un ufficio sia tradotto in questo modo: Communication, Sustainability Education and Partecipatory Tools Service.

Non entro nel merito della resa letterale dei termini (e delle maiuscole...), ma quel service finale è orripilante. Ma il significato di service in inglese lo abbiamo perso?

Il depliant che già in italiano ha un titolo pesante, Il sistema regionale dell'educazione alla sostenibilità, è reso in inglese con un ingestibile The regional sustainability education system.

Il primo lettore che comprende vince la brochure in lingua...

Se ci sono ancora colleghi traduttori in giro, cosa ne pensate? Sono troppo dura?

PS: A me personalmente non piace neanche molto lo special thanks finale. :)