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Chiara, in un suo post, affronta un tema interessante: la traduzione dei neologismi e dei loro aspetti culturali.

In realtà mi sembra voglia evidenziare soprattutto l'aspetto "culturale" (ossia relativa a una cultura, non alla Cultura) che potrebbe andare perso. Ritengo, confortata anche dai suoi esempi, che questo aspetto sia particolarmente evidente proprio nei neologismi. Qui però, se volete, si apre un altro problema: un traduttore che non vive nel paese dalla cui lingua traduce può tradurre altrettanto bene?

Io immagino (e spero) che un traduttore straniero, che traduce dall'italiano, sia più informato di me su queste cose (non avevo mai sentito parlare di "tronista") ma d'altro canto, non vivendo in UK , se capitasse a me sarei in grado di non far perdere il significato? O peggio mi accorgerei delle citazioni televisive/teatrali/culturali? (Un neologismo in un certo senso lo vedi.)

Certo c'è la rete, eppure non so se sia la stessa cosa.

D'alt…

Buon Natale

grazie a Eriadan.
Non solo per gli auguri ma perché rende migliore le mie giornate.

Riassumendo

le mie prime due settimane di lavoro, posso tranquillamente dire che non so se arrivo a gennaio. :-D

Dire che sono stanca è un eufemismo. Lavorando come traduttrice, i due lavori sono stati spesso la norma nella mia vita. Ma era diverso. Per quanto il numero di ore potesse essere maggiore, lavorare a casa, con i propri ritmi, la possibilità di staccare se non ce la facevi, era del tutto diverso. O forse mi sembrava.

Oggi sono in studi altrui per dodici ore continuative filate e quando arrivo a casa sono a pezzi. Fra mettersi a cucinare qualcosa e sistemare dopo sono le 10/10.30. Al che sono troppo stanca anche per pensare, figurati per studiare, e vado a nanna. Faccio fatica persino a leggere qualche pagina.

Mi mancano le traduzioni. In un certo senso è anche peggio sapere che per questo periodo ne potrò fare proprio poche (per chi non lo sapesse nelle PA vige il divieto del secondo lavoro, se non previa autorizzazione e senza superare i 6.000 euro annui).

Mai come quest'anno non v…

Mettiamo le carte in tavola

Riassumendo. Per chi ricorda il vecchio post, dirò come è andata a finire.

Ho accettato il TD di 9 mesi.

Onestamente, devo ammettere che mi è andata meglio di ciò che pensavo. All'inizio ritenevo di finire a fare la segretaria, come mi era stato comunicato. Ero quindi in dubbio (molto in dubbio) e piuttosto propensa a non accettare.

Si è aperta invece una posizione come addetto stampa in un museo locale. Ho fatto il colloquio e mi hanno accettato. :-D

Ora si aprono per me le porte del paradiso inferno:

Orari:

8.30-16.30 Museo locale
17.00-21.00 Università per portare a termine stage
21.00 fino a quando resisto: studio per portare a termine Master (per cui faccio lo stage).

Il resto della mia vita non so come entrerà in questo progetto.

Le traduzioni men che meno.

Legalità

Qualche tempo fa mi sono accorta che una casa editrice italiana aveva ripubblicato dei libri (di cucina) da me tradotti. Eliminandomi.

Ho parlato con diversi avvocati, specializzati in diritto d'autore, e c'è chi mi dice di denunciarli immediatamente, chi mi dice che non vale la pena (perché ne blocco la diffusione ma non è detto che vedrei una lira).

Io non so che fare. Se avessi i soldi li denuncerei immediatamente, anche senza un ritorno economico. È una questione di moralità (dei miei diritti, appunto).

Ancora loro

Ritorno su un tema già toccato, e che per altro sfiora anche Chiara.

Tempo fa ho voluto partecipare alla mitica fiera delle tariffe di una delle varie liste di lavoro. (Mea culpa.) Ho quindi comunicato alla persona in charge quanto avevo preso per il mio ultimo lavoro. (Decisamente mal pagato, se me lo chiedete. Ma lo penso di tutte le traduzioni...).

Naturalmente ho inviato il forfait, non avendo altro. Giustamente la persona in questione mi dice che non è di aiuto e mi chiede un conteggio a cartella. Non avendo il tempo le ho risposto che mi dispiaceva ma non era il momento.

Questa è stata la sua risposta:


oggi mi sono seduta al computer, ho aperto un file
in word. Ho letto i caratteri. Ho aperto la calcolatrice,
ho fatto la divisione: ci ho impiegato 50 secondi.
Nessuno ti obbliga a rispondere al sondaggio,
ma sostenere che in tre mesi non si hanno cinquanta secondi da sprecare è insostenibile. Mi sono sentita come se qualcuno mi avesse sputato in faccia. [enfasi mia]

Ora, non so voi ma a …

A essere onesta

Questo rende meglio. La mia vita è così in questi giorni. Vi seguo tutti. Vi leggo tutti.
Non esattamente come al solito ma neanche al contrario. ... (???)...



Va be.
Vi spieghero'.

Quando scendo, naturalmente.

Tempi di attesa...

Mi sono sempre chiesta come funzionino le prove di traduzione.

Mi verrebbe da pensare che si utilizzino testi "standardizzati" (ossia già tradotti) così che un PM possa in un colpo d'occhio rendersi conto della qualità della traduzione.

So che in alcuni casi, spero pochi, si usa come prova di traduzione un testo che necessita una traduzione rapida e gratuita. È successo anche a me, o almeno così credo, con un'agenzia di localizzazione di Bologna (Crossgap) che, anni fa, fece tradurre un testo MS su un prodotto non ancora esistente.

Il 12 ottobre mi hanno inviato cinque micro testi (una pagina), in diverse aree. Ho scelto le tre aree in cui mi sentivo più sicura, li ho tradotti e rimandati indietro il 18 ottobre.

Eppure sono ancora qui ad aspettare una risposta.

C'è un PM in giro che mi può raccontare come funzionano realmente?

ooops....

Ieri ho telefonato per caso all'agenzia, per chiedere un'informazione. Poi ho chiesto se la traduzione era andata bene.

La risposta è stata ".. .. xxx lo sta leggendo e dice che il testo non è molto scorrevole". Ho naturalmente dato la mia disponibilità immediata a rivedere il tutto insieme ma non so cosa pensare. Più che altro non so cosa fare. Devo spingere per la revisione congiunta o lascio correre e aspetto che mi contattino?


So che 800 pagine in 3 mesi e mezzo, senza tempo per lasciar decantare il testo, non sono affatto poche ma di solito la mia revisione del testo è una vera propria riscrittura. Boh. Vedremo.

Che fine hanno fatto i redattori?

Non so quale importanza si dia ai refusi (o ai veri e propri errori) nel lavoro. Naturalmente per me, in quanto traduttore, sono fondamentali personaggi come i redattori e i correttori di bozze, soprattutto bravi.

Ammetto che mi irrita molto trovare errori e refusi nei libri, particolarmente nei libri di lavoro. Figuratevi poi cosa penso di un libro sulla comunicazione con refusi e veri e propri errori (soggetto e verbo NON si dividono con una virgola!).

Anni fa ho letteralmente scagliato un libro (di sua altezza il re dei comunicatori pubblici) contro il muro, per il modo assolutamente osceno in cui era scritto. Probabilmente pensava di essere "diverso", "figo", "diosolosacosa". Mi infuriai anche, tuttavia, con la casa editrice (Ilsole24ore) per aver permesso un simile scempio.

Oggi mi ritrovo in mano un libro di semiologia per il web molto noto. E mi irrita ancora trovare uno o due refusi e il classico errore descritto sopra. In un capitolo in cui si parla…

cazzo

Si, lo so. Non è proprio una bella parola. MA. Non è proprio una bella scelta.

Telefonata di mia sorella: telegramma urgente. Mi hanno chiamata in un ente pubblico.

Sto per suicidarmi.

Dite che dovrei essere felice? Risolvo il problema della mia vita? Col "titolo" appunto...

Mi offrono un TD di 9 mesi, forse rinnovabile per altri 9. Se gli vai bene naturalmente. Il lavoro? Segretaria, se va bene. Addetta al protocollo, se va male.

Tutti spingono per accettare. Io preferirei suicidarmi.

Del resto, non sono nella posizione di scegliere veramente. Su un piatto della bilancia non avere problemi economici per i prossimi mesi. Sull'altro fare un lavoro di merda, perdere il master (spero non le traduzioni) e i 5.000 euro che mi è costato.

Se non accetto, addio possibilità di essere richiamata.

ma vaf...

[No, non sono mai stata una signora.]

metatraduzione ...

In questa giornata uggiosa mi viene da pensare ai messaggi in questi giorni su Biblit sulla nostra professione. Fa impressione sapere che anche nomi importanti (e non solo io che non sono nessuno) sono costretti a cedere e trovare un secondo lavoro. Che tristezza e che voglia di picchiare quell'editore arrogante che ha avuto il coraggio di dire che ci dovrebbe bastare la gloria. Mi viene da chiedere perché a lui non basta la gloria...

Sono così stufa dell'arroganza delle persone, di cui peraltro ho avuto un assaggio ieri. Sono veramente stanca di persone a flessibilità zero che pretendono da me la flessibilità totale.

Per altro, dando il minimo chiedono il massimo. Che ti chiedi perché passi due ore per cercare un versetto della Bibbia e perché perdi tempo a cercare nelle varie versioni esistenti della Bibbia la traduzione che più si adatta a quello che l'autore voleva dire.

Perché come tutti sanno la Bibbia è una traduzione di una traduzione di una traduzione...e nelle varie…

sono stanca e sono in ritardo..

e quindi ho problemi con le frasi più semplici...

Let her response be ok with you.
Let it be okay with you- whatever it is.

Qualcosa di leggibile in italiano, per favore.

Per uno ho provato lasciarsi scivolare addosso... vi viene in mente qualcosa.

grazie!!!

Riccardo Bonavita e il precariato intellettuale

Riccardo Bonavita e il precariato intellettuale
di Alberto Prunetti

In questi giorni è rimbalzata in rete la notizia del suicidio di Riccardo Bonavita, un collaboratore della rivista elettronica Carmilla. Non lo conoscevo, ma ho letto che il precariato intellettuale lo stava
minando. Lavorava a una storia della letteratura per non so quale editore (Il Mulino, n.d.r.), e sembra che questo progetto lo avesse prosciugato. Ho deciso di inserire la notizia della morte di Riccardo Bonavita in questa mailing list dedicata ai problemi della traduzione, perché ci riguarda tutti. I curatori e i traduttori, che poi sono degli autori sfortunati, conoscono il precariato da sempre. La precarietà del lavoro intellettuale, di ogni lavoro, sta aggredendo le nostre esistenze.
Penso che sia il momento di ripartire da quella frase di Gramsci – cito senza poter identificare la fonte con esattezza – per cui “i traduttori traducono male perché lavorano male”. Personalmente sto cercando di cavarmela alternando l…

step up!

Non riesco a trovare traccia sui dizionari della frase step up to the plate nonostante sia, apparentemente, in giro dagli anni '20, ne faccia uso lo stesso Webster in prima pagina, e ci siano 164.000 risultati della query string: definition "step up to the plate".

Il termine è sportivo e dovrebbe indicare il turno di un altro lanciatore. Ma secondo lo stesso post viene utilizzando per indicare un "volontario".

Non mi viene in mente una metafora sportiva, credo che utilizzerò farsi avanti.

Update: Grazie a Laura per il suggerimento di salire in pedana.
Temo però si perda il significato di farsi avanti, prendere il proprio carico. Se scrivo:
La mia paziente si struggeva e soffriva per l’incapacità della figlia di fare un passo avanti [salire in pedana] e prendersi la responsabilità della propria vita, fino a quando la sua tristezza si è trasformata in rabbia...

non so quanto in italiano abbia senso.

Ancora liste

Non sono stata del tutto onesta (involontariamente, vi prego). Il motivo per cui mi sono allontanata dalle liste, oltre al tempo, è che non ne sopporto l'arroganza e la presunzione.

Arroganza nel rispondere e nel modo di trattare gli altri, perché io in fondo sono meglio e lo sanno tutti.

Presunzione nel credere che, visto che lo abbiamo fatto noi (e noi siamo quelli meglio), lo stesso debba valere per tutti.

Se a questo ci si aggiunge che, di fatto, non leggiamo mai a fondo (e questo è grave per un traduttore), ai due difetti caratteriali ci aggiungiamo anche l'insulto.

Se dovessi ragionare nello stesso modo, dovrei rispondere che sono più professionale io, visto che, non solo lavoro da dieci anni, ma che prima di parlare consulto e che non rispondo tamburo battente alle richieste altrui perché non ne ho il tempo (sillogismo: lavoro e quindi non ho il tempo di consultare, vedi prima).

Per fortuna la maggioranza non è così (giuro neanche io!) ma le singole persone possono fare mo…

e biblit...

Ora ricordo anche perché non ho frequentato molto le liste e, quando avevo una possibile risposta, preferivo il privato...

Spero che tu stia scherzando. La traduzione di you "più fedele alla grammatica e alla realtà britannica" sarebbe il voi!?

Se e' questo il livello di una traduttrice professionista... non ti offendere, non c'e' nulla di personale, ma allora BEN VENGA L'ALBO!

Mi sto davvero chiedendo con che coraggio in libreria comprero' un altro libro in traduzione.


Mi è sorto un dubbio, man mano che proseguivo nel lavoro: come converrebbe tradurre l'espressione "you" usata fra estranei?
Se volessi adattarlo alla realtà dei nostri lettori dovrei
interpretarlo come "lei", e finora è così che ho fatto. Ma la
traduzione più fedele alla grammatica e alla realtà britannica sarebbe
il "voi".

Langit

Sono iscritta a Langit da tempo, anche se negli ultimi anni avevo sospeso l'invio. Non riuscivo a gestire due lavori, figuriamoci seguire una lista così "carica" (e valida) come Langit.

Adesso sono tornata, con un altro email e una ADSL che prima non avevo.
Bene. No, male. Mi sono iscritta con un digest quotidiano che mi permette mi avrebbe permesso di leggere online solo i messaggi che mi possono interessare. (Sono una fra le poche che lavora da una sola lingua, non sono di aiuto ai non anglisti.) Ora mi chiedo se non mi convenga essere sommersa dalla posta e cancellare o filtrare i messaggi non attinenti alla mia combinazione.

Le pagine web cineca sono inaffrontabili per lentezza e per difficoltà di comprensione delle icone. Ma hanno sentito mai parlare di usabilità?
Sono più di dieci minuti che attendo il via libera al login. Al login. Non alla pagina in cui ci sono 9 mesi di messaggi quotidiani.

Scusate le sfogo. Mi sono svegliata male, evidentemente.

gender bias

Stavo per fare un errore, per di più sessista.

(dieci minuti di vergogna)

Then I met the man who became my husband, who was my surgical intern.

E che ho fatto? Mi sono scervellata, per di più facendomi influenzare da un programma televisivo nel tentare di capire chi fosse chi (!! E.R., accidenti alle due puntate che ho visto! Ero già pronta a tracciare sulla carta quel po' che mi ricordavo dei vari livelli.)
Ho pensato: è il medico specializzando che la segue, lo specializzato, è il medico interno (ma cosa fa in Italia un interno esattamente?) ecc.

La cecità è dovuta dal fatto che non mi è venuto neanche in mente che lei, donna, potesse essere il supervisor. Mica perché donna! (Mi sono laureata in gender studies, prego.) Perché avrebbe dovuto essere più grande d'età. E qual è la norma? Che le donne sono più piccole, ovvio no. E col piffero visto che IO sono più grande del mio lui! Come si fa ad essere così idioti? Dite, su?

A mia parziale discolpa lui è un chirurgo ortopedico, lei g…

traduttori, traditori

Oggi, nella terza giornata di fila in cui il tempo e la volontà mi sfuggono dalle mani, mi sono messa a leggere i vecchi post di Chiara, in particolare quelli a "tema".

Mi sono quindi divertita a leggere i post dedicati alla traduzione (da un post di altro traduttore deriva il titolo di questo nonché da una citazione di Bianciardi).

Ho notato quanto le storie dei traduttori siano così simili e così diverse. (Lo stesso per i percorsi professionali.)

Anche io sono nata in ambito tecnico, percorso credo più o meno obbligato. Purtroppo non vi sono rimasta, il purtroppo deriva dai problemi economici che essere un traduttore editoriale comporta.Vediamo tutti il lavoro come passione e, tutti, siamo basiti dal quanto poco sia pagato e/o considerato. (Naturalmente il poco può essere relativo, ma mi chiedo onestamente quanti di noi vivano bene.)Abbiamo tutti una nostra piccola, personale "bottega degli orrori", come la definisce brillantemente lei.Tutti conosciamo, seppure qual…

what comes around goes around

Mi ero arrovellata su come tradurre al meglio il proverbio inglese, senza grandi successi devo dire.

Alla fine avevo accettato di dover lasciare chi la fa, l'aspetti, pur avendo una connotazione negativa non così evidente in inglese.

Ieri, mentre mi lamentavo a voce alta, il moroso, con il tono più matter-of-fact del mondo, mi comunica:

ciò che è fatto, è reso
chi di spada ferisce, di spada perisce
chi sputa in cielo, in testa torna

....

Questo è stato il mio commento (a.k.a. senza parole).

Già, perché, mentre io avevo scartabellato tutti i dizionari, anche online, lui aveva semplicemente cercato su google: proverbi inglesi, what comes around.

Ero indecisa se piangere.

Per la cronaca ho scelto ciò che è fatto, è reso perché pur molto simile a chi la fa, l'aspetti, mi è sembrato meno negativo (o forse era l'umiliazione...).

Il sito, o meglio il forum, da dove viene l'informazione è forums.about.com


Così è se vi pare.

pediatria

Oggi mi sono permessa di telefonare a un pediatra per provare a risolvere un paio di dubbi:

breast budding: bottone mammario (mi dicono fase B2 per i medici fra voi);
hind milk: "latte posteriore", sembra non abbia una terminologia specifica in italiano.. è la seconda fase o la fase tardiva della poppata;

sprint: scatto puberale.

A4proof

A4proof
Originally uploaded by miciamara. Da tenere presente per le correzioni

assurdità

come si fa a dire: drugs help wire that disconnection into place?

Non si riesce a trovare una metafora che faccia meno a cazzotti con il significato letterale delle singole parole? Suvvia, collega la sconnessione!

Bisognerebbe essere accusati, oltre che di fustigazione della lingua, anche di apologia di suicidio.

Sto per aprire la finestra e urlare. Con somma goia dei vicini.

Sarà l'ora?

Americana

Ho evitato le note, preferendo ove possibile inserire un breve inciso; in alcuni casi, ho però lasciato che si perdesse un po' di informazione.

In fondo è fondamentale sapere cos'è una hot bath? Idromassaggio va benissimo... :-D

Cosa ho imparato...

Be' mi vergogno un po' a dirlo ma ho imparato (o avevo completamente dimenticato...) un nuovo uso di:
want to, per indicare dovere.
would, per indicare un'azione ripetuta nel passatoMa anche:
che esiste un efficiency triangle in cucina,che ci sono parole che detesto per l'assoluta vacuità: empowering e pattern, per esempio.
Non mi sembra di avere altro da aggiungere. Le mie note su carta sono molto più lunghe ma vi si trovano espressioni risolte (Slurpee), note da segnalare, titoli in italiano, termini di cui ho trovato il significato (come Maw Maw). E poi ho sonno!

Così è se vi pare!

PS. Ho dovuto cancellare i commenti a questo post, a causa di spam. :-(
Ho anche inserito la word verification per evitare futuri problemi. Sorr…

si torna a scuola!

Mi fa sempre impazzire pensare ai grades delle scuole statunitensi. Risolvo in alcuni casi con il corrispettivo italiano, in altri con l'età.

A futura memoria (e per evitare di diventare matta la prossima volta):

Grade/age
K 5/6
1 6/7
2 7/8
3 8/9
4 9/10
5 10/11
6 11/12
7 12/13
8 13/14
9 14/15
10 15/16
11 16/17
12 17/18
13 18/19

Madri e figlie

Al momento non ci sono molti problemi irrisolti, a parte qualche termine slang.

È rimasto in originale egging of the sperm per l'impossibilità di tradurre egg nel doppio senso di ovulo e di to egg, incitare all'azione.Non sono sicura di essere riuscita a mantenere la connotazione "elettronica" del vocabolario, tutto fatto di look and feel, hardwired ecc. In parte perché non esistono in italiano, o meglio può esistere la singola traduzione ma non è affatto comune. In parte perché l'effetto è insolito, cosa non presente nell'originale.I titoli. Non sono riuscita a trovare ancora una soluzione soddisfacente, visto che in Italia siamo tutti dottori... Rimane PhD e medico ma devo ricordarmi di rivedere gli altri.Limerance non ha corrispettivo in italiano, ho inserito inciso con amore romantico.
Esiste una buona traduzione di push the envelope? Spingere al limite perde la novità...

"ho"

Come rendo "ho"?

L'espresso, o meglio i suoi lettori, segnala come possibili traduzioni:

polosbaldrategamevalvola Onestamente nessuna parola mi è familiare. Si, si l'età vuol dire ma non sono così andata! Solo che non ho mai dato della puttana a nessuna e non ho intenzione di cominciare ora :-D

Battutacce a parte, valvola mi sembra una buona scelta ("valvola di sfogo" è abbastanza comune), di tegame e sbaldra non ne comprendo l'origine (sbaldra = baldracca?). "Polo" è molto carina (il buco con la carne intorno..) ma dubito che qualcuno ci arrivi mai...

Troia e zoccola, gli unici nazionali, non sono certamente slang. Ci penso e aggiorno.

Update: lo stesso problema si verifica con player, il cui significato è simile a puttaniere ma il contesto no.

UTET, chi non muore si rivede

Ieri mi ha chiamato l'assistenza tecnica UTET, meramente un mese dopo la mia richiesta di aiuto.

Il De Mauro, come il Picchi Hoepli, non funziona più con XP SP2. La Hoepli però è riuscita a risolvere il bacarozzo e, con un piccolo download, ho risolto il problema. La Utet mi manda a casa un nuovo CD (nuova versione, naturalmente)! Per i tempi? A discrezione.


Così è se vi pare.

Giornate della traduzione letteraria

Andare o non andare?

Il costo è irrisorio (60 Euro), le date però coincidono con la consegna il 3 e con gli esami in università (30/09). Dovrei uscire di corsa dall'aula e prendere l'autostrada. Si può fare ma è una vera e propria corsa contro il tempo.

sigh (non ho proprio voglia di mettermi giù oggi...)

comprendetemi :-D

Risolto un problema di un vecchio post

Marcella
Originally uploaded by miciamara. Ho risolto il problema di "non vorrei mi credeste matta", usando flickr per visualizzare l'immagine.

che delusione a volte i vocabolari

A volte i vocabolari sono una disgrazia. Per amor di dio, ti aiutano sempre (quasi) e sei grata.

Quando però ti lasciano andare, che botto!

Frase semplice, senza problemi di comprensione: The pain needs to be validated and worked through.

Il concetto dietro è semplice e non vi è alcun problema di traduzione, proprio per questo prendo in mano il vocabolario 'piccolo' (Hoepli) e non il grande (Sansoni). Non prevedo problemi, non mi serve capire, mi serve solo un termine più elegante del 'concetto'.

Bene, cerco. Bang. Secondo l'Hoepli vuol SOLO dire: dare risultati/frutti, avere effetto.

E tutti gli altri significati? Il solo Cambridge mi da tre voci, come phrasal verb.

silenzio

Lo so che questo blog non ha lettori, anche per mia scelta di non segnalarlo, ma comunque dovrei aggiornarlo di più...

A mia parziale discolpa, dall'ultimo post la mia vita si è capovolta.
Fra le cose che mi sono successe, non necessariamente in questo ordine:
sono stata licenziatami sono iscritta nuovamente in universitàAl momento sto lavorando su un testo di divulgazione medica femminile. Non pone grandi problemi, se non per uno stile informale troppo legato "all'elettronica" per cui abbiamo circuiti nei nostri cervelli che vengono posati...Cercherò di fare un riassunto delle problematiche di traduzione in un prossimo post.Nel frattempo vi anticipo la parola più odiata del libro: empowering.La odio! La odio! la odio!