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Selfies!

Non potevano far finta di nulla, dato che anche Oxford Dictionaries l’ha eletta parola dell’anno, cosa che per altro la fatta [ sigh] conoscere anche ai giornalisti RAI… Pikappa Seguo, come molti - immagino, la pagina Facebook della Crusca  e questa mattina uno dei loro lanci riguardava il prestito dall'inglese selfie .  Definizione : fotografia scattata a sé stessi, tipicamente senza l’ausilio della temporizzazione e destinata alla condivisione in rete. Il termine entra nell’uso italiano come prestito non adattato dall’inglese selfie, composto da self e dal suffisso -ie (o, in casi più rari, -y). La quasi contemporaneità con cui il termine si attesta in inglese e in italiano testimonia la grande permeabilità ai forestierismi, e in modo particolare agli anglismi, del milieu linguistico da cui selfie proviene: la lingua del web e dei social network. http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/parole-nuove/selfie   Non amo le foto, tantomeno l'obb...

Neanche dio...

Io ci provo. Lo dico sinceramente. Ogni giorno, o quasi, mi metto la penna rossa in testa e affronto l'italiano (se vogliamo chiamarlo così) "lavorativo". Di fronte a frasi come questa, però, getto la spugna.(O per lo meno vado a farmi un tè. Meglio forte. Possibilmente con tanti biscotti.) [In proposito si fa riferimento al punto 4 della circolare del xxxxx che, tra l'altro, prevede l'onere di allegazione, se non già in possesso dell'Amministrazione, dell'attestazione di accertamento xxxx del xxx rilasciato da parte della competente commissione xxx.] La fattispecie di cui alla presente richiesta risulta pertanto diversa in merito alla questione specificamente posta. Questo è il testo di una risposta a un quesito. Tutta la risposta. Nel caso improbabile interessasse a qualche collega neofita, è diventato: Gentile collega, le due norme sono diverse. La invito a fare riferimento al punto 4, xxx, della circolare xxxx. Questa prevede l'onere d...

L'importanza della grafica in un testo

Immagine
Anche il formato conta. Questo manifesto in fondo non racconta nulla di nuovo. La grafica però lo rende qualcosa di particolare. Fonte: http://shop.holstee.com/pages/manifesto PS. Il blog langue perché sto terminando un manuale di stile per la intranet e le traduzioni sono in stand-by. Il 22 settembre però racconterò qualcosa sulla traduzione enogastronomica in un webinar di Langue&Parole.

Uomini o caporali?

Per chiarire il post precedente sulle differenze culturali, spesso poco note o evidenti, che separano le lingue, vi porto come esempio i titoli. [Inizio ranting personale] In Italia, come si sa, un titolo non si nega a nessuno. Siamo tutti dottori, al punto che dare del signore ormai è una offesa, laddove è -o era- un complimento. ("E' un vero signore"...). Non è così, però, in inglese in cui si preferisce la professione al titolo. [Fine ranting] Potrebbe venire naturale pensare quando si incontra un "Dr." di tradurlo con il corrispettivo false friend "dottore". Ma le lingue, le culture e non da ultimi i sistemi educativi sono diversi. La definizione di doctor in inglese è "a person who holds the highest university degree". Ben diversa quindi dal nostro semplice laureato. Oppure "a person who is qualified to practise medicine" (Oxford). Se non stiamo parlando di un uomo di nome House, dunque, una scelta da prendere in consideraz...