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Visualizzazione dei post da Luglio, 2010

Le traduzioni fatte in casa

Ore 9: ricevo la telefonata di una amica che lavora in una segreteria. Mi dice che le è stato chiesto di rivedere una traduzione: una traduzione in inglese di un testo giuridico. Dopo averle detto (e ripetuto) che questo genere di lavori deve essere assegnato a un madrelingua inglese specializzato, le dico di inviarmi i file per cercare di contenere i danni.

Naturalmente avrei dovuto immaginare che non esiste modo di contenere certi danni, in particolare, quelli di una cultura che ritiene sia sufficiente aver studiato due anni di inglese per poter tradurre.

Prime righe del documento.

Ipercorrettismo in traduzione

In italiano per ipercorrettismo si intende la "tendenza a correggere forme o pronunce in realtà giuste" (Sabatini Coletti, edizione online sul Corriere della Sera).

Oggi mi è venuto in mente che anche i traduttori corrono il rischio di "ipercorreggere" forme di per sé corrette. Due sono le possibilità:

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Marina mi ha invitato a tenere una lezione al corso di traduzione enogastronomica gestito da Langue&Parole in collaborazione con la Guido Tommasi editore.

Se vi interessa l'argomento, potete chiederle maggiori informazioni.

Io invece apprezzerei i vostri consigli: su cosa dovrei "conversare" con gli aspiranti al martirio? :)