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Visualizzazione dei post da Marzo, 2008

La difficile arte del criticare

Stavo leggendo questo post di Michele Piumini e mi sono trovata ad affrontare la stessa identica sensazione provata nel leggere altri post/libri/ecc.

Provo a esprimerla ma con un disclaimer: non è e non vuole essere a sua volta una criticama una mia opinione, un mio "mi piacerebbe".

Parto dal presupposto che sono d'accordo con le critiche e le revisioni, sono utilissime. Quello che però mi piacerebbe leggere, e non sempre trovo, è la spiegazione dello sbaglio.
Per due motivi:
chi sbaglia e chi legge imparano qualcosa dagli errori. Io per esempio non ho visto immediatamente la svista in "the day after Xmas" (è Santo Stefano, NON San Silvestro) e per qualche minuto mi sono chiesta cosa stesse dicendo...
(Confesso: ho passato dieci minuti di crisi esistenziale )
chi scrive guadagna in autorevolezza.
Approfitto del post per congratularmi con Michele per l'assegnazione del libro di Kerouac. Avrei voluto lasciargli un commento ma stranamente solo gli autorizzati possono…

Nuovo sito web

Come forse qualcuno ha già notato, a destra nel box "descrittivo" è apparso un link "le mie traduzioni". E' la bozza su gpages del sito web che sto creando con Wordpress.

Ho tre skin che mi piacciono:



Quale preferite?

Diritto (o rovescio?) d'autore

Nella traduzione (un'opera derivata) il diritto d'autore viene spesso ignorato sia negli aspetti economici sia morali.

Conosco un solo caso di traduttore cui spettano le royalties (spero non sia l'unico), per il resto siamo quasi tutti pagati "a cottimo" per il lavoro e lì finisce.

Il diritto morale, tuttavia, non è meno importante ed è anche quello più spesso ignorato o calpestato. Anni fa è successo anche a me: tutti i volumi da me tradotti per la Könemann sono stati ripubblicati da una casa editrice italiana cancellando il mio nome come "autore" della traduzione.
Oggi, sfogliando un libro mi sono accorta che la situazione si ripete, e forse anche più di quello che credo: qualcuno ha tradotto questo testo dall'inglese ma del suo nome non c'è traccia. Perché?
Si tratta di una traduzione automatica? Non credo. Allora perché non rispettare il lavoro altrui? Soprattutto quando è un obbligo di legge.

Il diritto morale è irrinunciabile, inalienabile e im…

I Problemi del mestiere

I problemi del tradurre vengono affrontati spesso su questo blog. Quello di cui non parlo altrettanto spesso sono "quelli del mestiere": trovare una base clienti (problema che si affronta soprattutto agli inizi) e farsi pagare.

Sembra strano ma, per quanto il primo sia il più pressante, quello per cui non ti fermi mai, il più seccante è il secondo. Ho sempre remore quando si tratta di denaro, e mi chiedo sempre il perché.

Personalmente non amo "rompere i cabasisi". Le persone dall'altra parte sono lavoratori come me, possono commettere errori o dimenticanze, non devono essere torturati per questo. Di solito lascio quasi passare il mese prima di segnalare il mancato pagamento e invio nuovamente tutte le informazioni (così che possano ritrovare facilmente i dati). Non sollecito, ricordo.

Devo dire però che non sempre la cortesia viene ricambiata. E questo onestamente mi offende. Non perché è stato saltato un pagamento ma perché non mi viene data risposta. Devo s…

Il mestiere di scrivere

Se non fosse nata, avremmo dovuto crearla.

... e dei traduttori

Stavo sistemando il mio profilo LinkedIn quando mi sono imbattuta per caso in una "collega" che si presenta così:

I've been working since six years as a professional translator [...]

Sono un po' cinica ma se si presenta in questo modo quanto conosce veramente l'inglese (che dichiara essere "la sua lingua di lavoro")?
La contatto e le dico di aggiustare il tiro o lascio che gli altri giudichino le sue capacità di traduttore da quella frase?

Del tradurre

Ringrazio Ilaria del commento al mio post precedente. Approfitto per citarla e chiarire alcuni termini della teoria della traduzione (da me precedentemente brutalizzati).

Semplifico ma per chi vuole approfondire, il libro di Ilaria ha una bibliografia aggiornata da cui partire.

Quando un traduttore si trova di fronte a un termine polisemantico (= con più significati), deve nella maggior parte dei casi operare una scelta. Non potendo mantenere tutti i significati, ne sceglie - a volte arbitrariamente - uno. Questa scelta viene detta negoziazione.

Un traduttore si rivela però anche in altre scelte, per esempio, nell'addomesticare una traduzione (quello che chiamavo localizzare, ossia adattare alla lingua e alla cultura) o chiarirla (nel mio post = differenziare).

Come esempi di una traduzione addomesticata Ilaria riporta alcuni nomi "italianizzati":
Susanna Bones > Susanna Hossas (0ssa)
Terry Boot > Terry Steeval (stivale)
Notare come i nomi - seppur italianizzati - abbian…

Harry and me o anche dei lucchetti babbani e dei medaglioni magici

Ieri ho finalmente trovato alla Feltrinelli il testo di Ilaria, ex Miss Prissy, Katerinov.
Era un po' che lo cercavo, divertita e interessata dal pdf che mi aveva segnalato nella discussione sulla traduzione pirata di Harry Potter.

Come immaginavo il libro è interessante e piacevole e mi ha permesso di scoprire tutto un mondo. Non ho letto HP in italiano e anche la versione inglese (per una volta) non me la sono rovinata preoccupandomi di come avrei lavorato ...

Ho divorato il libro in una serata (si, sempre stata bulimica io...), apprezzandone anche la semplicità di spiegazioni per il non addetto ai lavori.

Senza voler criticare il lavoro di Ilaria, due sono i punti che non mi trovano del tutto d'accordo.

Critiche non risolutiveAlcuni commenti "personali"

Provo a spiegarmi, considero "critiche non risolutive" tutti quei punti in cui critica (giustamente) una traduzione, spiegando il perché non è all'altezza o non è corretta. Poi però non offre una soluzione …