Passa ai contenuti principali

Diritto (o rovescio?) d'autore

Nella traduzione (un'opera derivata) il diritto d'autore viene spesso ignorato sia negli aspetti economici sia morali.

Conosco un solo caso di traduttore cui spettano le royalties (spero non sia l'unico), per il resto siamo quasi tutti pagati "a cottimo" per il lavoro e lì finisce.

Il diritto morale, tuttavia, non è meno importante ed è anche quello più spesso ignorato o calpestato. Anni fa è successo anche a me: tutti i volumi da me tradotti per la Könemann sono stati ripubblicati da una casa editrice italiana cancellando il mio nome come "autore" della traduzione.
Oggi, sfogliando un libro mi sono accorta che la situazione si ripete, e forse anche più di quello che credo: qualcuno ha tradotto questo testo dall'inglese ma del suo nome non c'è traccia. Perché?
Si tratta di una traduzione automatica? Non credo. Allora perché non rispettare il lavoro altrui? Soprattutto quando è un obbligo di legge.

Il diritto morale è irrinunciabile, inalienabile e imprescrittibile: ossia (semplificando all'estremo) non puoi rinunciarci per contratto, non possono togliertelo e anche dopo 70 anni dalla tua morte continua a esistere (a differenza dei diritti di sfruttamento economico).

Gli aspetti più importanti del diritto morale per un traduttore sono:
  • il diritto alla paternità dell'opera (obbliga la casa editrice a riportare sempre qualunque sia l'uso il nome dell'autore);
  • il diritto all'integrità (l'autore si può opporre a ogni modifica, taglio o cambiamento).
Semplice, no?
:'-)
2 commenti