Passa ai contenuti principali

I Problemi del mestiere

I problemi del tradurre vengono affrontati spesso su questo blog. Quello di cui non parlo altrettanto spesso sono "quelli del mestiere": trovare una base clienti (problema che si affronta soprattutto agli inizi) e farsi pagare.

Sembra strano ma, per quanto il primo sia il più pressante, quello per cui non ti fermi mai, il più seccante è il secondo. Ho sempre remore quando si tratta di denaro, e mi chiedo sempre il perché.

Personalmente non amo "rompere i cabasisi". Le persone dall'altra parte sono lavoratori come me, possono commettere errori o dimenticanze, non devono essere torturati per questo. Di solito lascio quasi passare il mese prima di segnalare il mancato pagamento e invio nuovamente tutte le informazioni (così che possano ritrovare facilmente i dati). Non sollecito, ricordo.

Devo dire però che non sempre la cortesia viene ricambiata. E questo onestamente mi offende. Non perché è stato saltato un pagamento ma perché non mi viene data risposta. Devo scrivere una seconda volta, a distanza di altri giorni, per sapere come mai il pagamento non è stato effettuato e chiedendo cortesemente una risposta. Che fatica. Che assurdità.

A me verrebbe naturale rispondere, non mi dovrebbe essere richiesto specificatamente. Un problema capita, semplicemente lo spiego.

Vedo, tuttavia, che il malcostume italiano è mutatis mutandis sempre questo: malcostume. Ai tempi in cui Berta filava, ossia pochi anni fa ma prima dell'avvento della posta elettronica, la scusa utilizzata erano i costi. Mandi un curriculum? Non ti posso mica rispondere con una prestampata? Ci sono i costi: la persona, il foglio di carta e poi vuoi mettere il francobollo? Il fatto che all'estero questo costo facesse parte del gioco sembra non abbia aiutato l'ufficio personale medio italiano.

Oggi che quasi tutto viene inviato via posta elettronica rimane il malcostume. Il silenzio sembra essere l'unica risposta che riceverai mai. Quello che il mercato italiano sembra ostinarsi a non capire è che il silenzio è comunque una risposta. Il rimanere zitti è comunque un'azione, come spiega qualsiasi manuale di comunicazione. E non dice bene di te.
2 commenti