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La nota del traduttore: quando è troppo?*

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Foto di Eleonora Sono a pagina 33 di un manuale di scrittura appena acquistato e alla terza nota del traduttore che mi lascia perplessa... Alla prima ho sollevato un sopracciglio, alla seconda sono sbottata, alla terza mi sono sentita un po' offesa... Le note del traduttore sono per qualcuno un insulto, per altri inutili, altri ancora vi giurano sopra. Io in genere sto nel mezzo. La mia risposta classica è (ormai lo sapete perfettamente): dipende! Ma ammetto che questa volta sono perplessa, e mi chiedo se questa mia sensazione dipende dalla mia esperienza o dalla mia età... White paper . La prima nota mi spiega cosa sia un white paper. La prima reazione è stata perché non libro bianco? Ma poi ho pensato, si dai, ha lasciato inglese perché libro bianco lo associamo più spesso all'Unione europea e qui magari vuoi sottolineare l'aspetto di marketing. Certo, la nota che me lo spiega forse è un po' troppo, ma ci sta. MacGyver . La seconda nota mi spiega chi è Ma...

Il gran rifiuto

Questo post di Alice mi ha fatto sorridere. Ho vissuto situazioni veramente difficili, al limite dell'assurdo, perché alcune persone hanno vissuto questo semplice principio professionale come un "gran rifiuto". E persino in famiglia ci sono state discussioni anche accese quando, di fronte a una richiesta di traduzione verso l'inglese, ho risposto no, non si fa. Ad Alice la mia solidarietà e ai passanti un consiglio, leggete il post spiega in maniera chiara perché è assurdo chiedere a un italiano di tradurre verso una lingua che non è la sua.

Cos'è un traduttore?

Oggi ho ricevuto nella mail di ufficio questo messaggio di spam. Sono un'insegnante di lingue nelle scuole statali superiori e medie. Con la presente vorrei offrire la mia professionalità per servizi di traduzione di testi da e verso inglese/spagnolo/italiano/francese. Ho ampia esperienza nel settore, avendo collaborato con aziende, professionisti e studi su tutto il territorio nazionale, in vari ambiti linguistici (turismo, diritto, istruzione, informatica e web). Potete contattarmi in risposta alla presente o all'indirizzo e-mail ... Nella speranza che il mio messaggio non vi abbia arrecato disturbo, porgo cordiali saluti.   Non ho idea di chi sia la persona che ha scritto né se questo sia un semplice messaggio di spam o altro.  Mi è servito comunque da spunto per pensare cosa faccia un traduttore o la professionalità di questo lavoro. Non entro nella vecchia diatriba se l'unico vero tradutttore sia quello uscito dalla scuola di specializzazione in traduzione. :)...

Danni da traduttore automatico in mano a incompetenti (senza offesa)

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Questo post non è rivolto ai colleghi, nessuno dei quali ha mai messo mano a questi testi (ma neanche uno studente del primo anno di università credo). Questo post vorrebbe (ma non può) far cambiare idea ai commercianti per far comprendere loro quale enorme figuraccia fanno e quanti danni economici si autocausano. (Perché sinceramente ho qualche dubbio che qualche madrelingua possa capire di cosa si tratta.) Si comincia.... Normale pausa pranzo di un qualsiasi ufficio in una città italiana mediamente turistica. Bar fuori dalle aree turistiche del centro storico per un viale di circonvallazione. Un gruppo di colleghe entra e si ferma a mangiare. Una di loro a momenti si strozza e, ammetto, cede alla tentazione di prendersi un menu perché onestamente. Prova dell'accusa #1 Non credo che grains, trousers, pasta pastry, o salata stuffed  siano in qualche modo comprensibili a qualcuno. Prova dell'accusa #2 Per cui se un cliente chiede un analcolico gli portano una ...

Tradurre in cucina

Partite le iscrizioni al prossimo corso di Langue & Parole su Tradurre in cucina: traduzione e scrittura in ambito enogastronomico. Come negli anni passati io e Ilaria Dal Brun faremo una chiacchierata con gli iscritti sui temi: traduzione di testi enogastronomici e la cucina nei testi "salutistici". Per maggiori informazioni e costi: http://www.langueparole.com/formazione/laboratori-di-aggiornamento/tradurre-in-cucina.html

Il diavolo è nei particolari

Per una strana coincidenza ho passato la giornata al lavoro cercando di spiegare ai colleghi che, in un progetto web (e non solo probabilmente), dio è nei particolari. Tentavo di far comprendere l'importanza delle piccole cose, ma al contempo il bisogno di bilanciare le linee guida con le necessarie personalizzazioni di un sito. E la personalizzazione si può far risaltare proprio nei dettagli. Sono rientrata a casa e ho compreso perché il detto è, correttamente, "il diavolo è nei particolari". Mentre assassinavo un povero  coniglio in padella, ho iniziato a sfogliare un bel regalo ricevuto di recente: un volume sul cioccolato. Purtroppo l'occhio mi è caduto su alcuni dettagli e ho sentito una risata diabolica alle mie spalle. Due i dettagli che hanno messo in difficoltà il traduttore che è in me. A un certo punto l'autore, francese, elenca i possibili abbinamenti con il cioccolato. Una pagina è dedicata ai tè. Chi mi conosce sa che sono un'appassionata...

Le citazioni della Bibbia in traduzione

Credo che un "problema" risaputo nel campo sia che il traduttore editoriale e letterario debba avere conoscenze enciclopediche. 1 Un esempio lampante sono le citazioni bibliche spesso presenti nei testi anglosassoni. Per un traduttore ci sono diverse difficoltà, non da ultima quella di riconoscerle come tali. In base alla complessità e al tipo di testo, inoltre, dovrebbe scegliere la traduzione (perché la Bibbia è una traduzione continua) più vicina al periodo del testo originale. Forse meno evidente è la cecità che ci portiamo dietro in quanto fedeli (o per lo meno cresciuti in una fede). Le conoscenze di primo livello in ambito religioso, infatti, sono colorate dalla fede in cui si è cresciuti. Quanti sono veramente consapevoli, per esempio, che il Nuovo testamento non è parte della Bibbia? La maggior parte dei cristiani, di qualsiasi denominazione, lo considera la parte "nuova" appunto della Bibbia (Antico testamento). Più complesso, invece, il problema ...

È sempre colpa del traduttore?

Un po' di tempo fa abbiamo festeggiato gli 80 anni della mia splendida mamma con una festa a sorpresa. Per ragioni varie, quest'anno mi sono limitata a fare in casa solo il dolce, una splendida cheesecake all'arancia. Ho preso la ricetta da un testo che ho in casa da un po' ma che non avevo ancora mai sfruttato. Durante la "lavorazione" sono venuti fuori alcuni problemi che, naturalmente, pur con le dovute cautele (io notoriamente mordo), sono stati addebitati al traduttore. (Avevo due "folletti" d'aiuto, o meglio un nanetto dispettoso e un jester...ma non entriamo nei particolari.) Il libro è Frolla&Sfoglia  di Michel Roux della Guido Tomasi editore .  Il problema che si è presentato è che il ripieno di formaggio è risultato più che doppio rispetto alla capacità della base. Dare per scontato però che la colpa sia in qualche modo del traduttore è per lo meno "razzista". Non voglio difendere la categoria a tutti i costi, nelle ...

Il problema dello zucchero: seconda parte di Ilaria Dal Brun

Accogliendo l'invito di Marcella, premetto che io lavoro su libri di salute e benessere, che in genere passano in rassegna vari alimenti classificandoli come benefici o dannosi per la salute. Lo zucchero compare spesso e volentieri tra i secondi, pur con una serie di distinzioni, dai confini purtroppo o per fortuna non sempre netti. Ecco dunque i tipi di zucchero con cui ho avuto a che fare: Sucre de canne complet . Zucchero integrale di canna. Da come la vedo io, con "sucre de canne complet" un autore ha in mente un prodotto specifico, generalmente succo di canna da zucchero nel quale è stata fatta evaporare l'acqua ma che non è stato sottoposto a processi di cristallizzazione e raffinazione. Dicevo che un autore ha in mente un prodotto specifico? Sì, ma non sempre, perché purtroppo non tutti distinguono tra "complet" e il famigerato (per il traduttore) "sucre roux". Sucre roux . zucchero di colore rossiccio. Nei libri di salute ...

Il problema dello zucchero: prima parte

Piovoso pomeriggio invernale: una tazza di tè accanto, naturalmente in purezza (Darjeeling, autumnal flush). Accanto un volume, Buon Appetito, America , Laurell Evans (Guido Tommasi Editore). A pagina 14 questa sorpendente affermazione. Brown sugar Da non confondere con lo zucchero grezzo, o di canna, lo zucchero bruno [...] non è altro che zucchero bianco mescolato a melassa. L'affermazione è sorprendente perché così netta, senza eccezioni. Al punto da farmi fermare a pensare alle varie mie traduzioni di cucina in cui, ammetto, la resa è "zucchero di canna" o "zucchero grezzo". (In Italia infatti questo tipo di zucchero non è in vendita e lo zucchero bianco ha un sapore nettamente diverso.) Nonostante quello che afferma l'autrice, in linea di principio lo zucchero bruno può essere entrambi, non è certo solo uno zucchero colorato. BBC Food Cook's Thesaurus Princeton Wordnet Wikipedia Probabilmente è una forma di classismo (o meglio cecità cult...

link: compensazione in traduzione

Un esempio semplice e chiaro di cosa sia la compensazione in traduzione: Naked Translation parla di ass vs cul/derriere :)

creme, passati, vellutate e zuppe

In un post, Non solo zuppe , Licia chiedeva come rendere al meglio il termine soup che, nella cucina anglosassone, ha diversi volti (e diverse forme: thin/thick, in base alla consistenza, cold/hot, vegetable/meat ecc.). La traduzione in italiano non è così lineare (e quando mai?). Soup, infatti, può essere sia un passato (o crema o vellutata) sia una minestra. Può essere però anche simile a uno stufato se contiene carne, anche se in genere, rispetto a uno stufato classico, lo stew , le soup sono sempre più brodose. Per capire come rendere il titolo della ricetta, la prima cosa da fare è guardare gli ingredienti e il metodo di cottura. Poi bisogna sapere cosa sono creme, vellutate, passati e simili. Queste sono le definizioni del DeMauro. Vellutata : passato di verdura molto cremoso, specialmente a base di piselli, asparagi e simili. Crema : passato di legumi o altri vegetali, crema di piselli, di carote. Passato : minestra costituita da verdure, patate o legumi lessi, schi...

Le traduzioni professionali non dovrebbero essere ben migliori?

Ore 10.40: ricevo una mail dalla mia amica L che mi comunica estatica che è riuscita a convincere il boss a pagare un professionista per la traduzione dell'informativa sulla privacy. Ore 15.15: trovo finalmente il tempo di dare una occhiata alla traduzione, lavoro di un collega d'oltre oceano specializzato in giurisprudenza. Ci rimango male. Il lavoro è naturalmente di tutt'altro livello, eppure il collega in questione non ha pensato di andare alla fonte (la legislazione europea) e quindi, fra le perle, troviamo: article 13 owner invece di: section 13 data processor Qualcuno mi spiega poi come sportello Urp è diventato "counter"?

Ipercorrettismo in traduzione

In italiano per ipercorrettismo si intende la "tendenza a correggere forme o pronunce in realtà giuste" (Sabatini Coletti, edizione online sul Corriere della Sera). Oggi mi è venuto in mente che anche i traduttori corrono il rischio di "ipercorreggere" forme di per sé corrette. Due sono le possibilità:

Perils of translation

Michael Quinion affronta ogni settimana dubbi linguistici veramente amletici. Questa settimana un suo lettore chiede cosa mai sia una "cupboard de mutation". Con il solito garbo Quinion riflette sulle possibili origini di questa espressione particolare e inedita e ne deduce che la causa è una traduzione.... andata a male.  Dall' ultimo numero di World Wide Words E-Magazine. Perils of translation Aniruddh Sankaran is a member of an on line forum for frequent flyers. Earlier this week, another member asked about a sign he’d seen on the Web site of Mumbai Airport: cupboard de mutation. A Web search finds only one other example, at Kolkata airport: “Money and communications: There are banks and cupboard de mutation in the terminals. A announce charge is also untaken.” What is this odd phrase? I’m fairly sure, based on the context and the poor English of the Kolkata example, that somebody has made a hash of translating the standard international term bureau de change...

Translation in Practice

Marina segnala, dopo averlo letto e apprezzato, un testo per gli aspiranti traduttori: Translation in Practice , gli atti del congresso dei traduttori anglo-americani (Londra, febbraio 2008). (via Ilaria )

Hung parliament

Consiglio di leggere il post di Licia sulla "traduzione" italiana di hung parliament . (A chi ricorda l'insediamento di Obama?) Per la cronaca, non credo esista una traduzione facile di questa espressione. Il termine indica una maggioranza relativa che, in un sistema bipolare (non bipartitico) causa uno stallo, l'impossibilità appunto di avere una tipica maggioranza assoluta. Nei precedenti casi di parlamento senza maggioranze, dopo un breve governo "nazionale" si è tornato a votare. Un commento indica la possibilità di tradurre con in bilico che, in effetti, indica bene il significato letterale ed etimologico di hung (in sospeso). Il "problema" con in bilico, se di problema si tratta, è che perdiamo il concetto politico. Una situazione in bilico si risolve, alla fine, la palla o va a destra o va a sinitra. Un hung parliament, come una hung jury , invece sottintende il fallimento, il dover rifare tutto: processo o voto che sia. Poiché s...

La traduzione in cucina: i tagli di carne

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Update : Licia segnala un filmato di The Guardian su Four men and a pig: a lesson in Italian butchery. Un post di Translation Blog su un incidente "diplomatico" a tavola fra francesi e inglesi mi ha ricordato uno dei problemi che si incontrano nella traduzione dei libri di cucina: i tagli della carne. Se nella traduzione di cucina esotica si presenta, ma ben noto, il dubbio su come bilanciare ingredienti introvabili e il desiderio di normalizzazione (soprattutto da parte delle case editrici), spesso si dimentica che i problemi più insidiosi vengono da testi "amici". Chiunque sia appassionato di cucina sa perfettamente che bacon e pancetta non sono esattamente la stessa cosa. Lo stesso vale per cream e panna, non da ultimo perché in Italia questa è quasi sempre da affioramento. I tagli, dicevo. Sono traduzioni insidiose perché spesso non coincidono esattamente, anche fra paesi affini. Spesso l'unica soluzione è confrontare i "grafici" e le ...

La traduzione dei libri di salute

"Le collane "salute e benessere": alcune note sulle potenziali difficoltà traduttive", articolo di Ilaria Dal Brun.

Tradurre le serie

Questa estate la crisi, nei diversi contesti in cui questa parola può essere intesa, ha colpito anche me. Ho reagito nel mio solito modo: mi sono chiusa nella mia bolla personale con la sola compagnia dei libri. Tanti libri, al ritmo di quasi uno al giorno. Fra questi diversi sono "in serie". È da questa estate dunque che questo post si libbra nell'aria, senza che trovassi la voglia e il tempo di affrontare il tema :) La traduzione di ogni romanzo, soprattutto "nuovo", si porta dietro un rischio inaspettato: che l'autore abbia in mente un seguito o una serie di seguiti. Le decisioni che prendiamo nel tradurre, infatti, rischiano di andare in conflitto con situazioni future non prevedibili. Parallelamente, anche un autore consolidato, reso in italiano da un traduttore nuovo, se permette maggiori libertà, corre maggiori rischi. Non dimenticherò mai la "disperazione" di una redattrice di fronte alle migliaia di lettere di protesta per la pubblic...