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Le citazioni della Bibbia in traduzione

Credo che un "problema" risaputo nel campo sia che il traduttore editoriale e letterario debba avere conoscenze enciclopediche.1

Un esempio lampante sono le citazioni bibliche spesso presenti nei testi anglosassoni. Per un traduttore ci sono diverse difficoltà, non da ultima quella di riconoscerle come tali. In base alla complessità e al tipo di testo, inoltre, dovrebbe scegliere la traduzione (perché la Bibbia è una traduzione continua) più vicina al periodo del testo originale.

Forse meno evidente è la cecità che ci portiamo dietro in quanto fedeli (o per lo meno cresciuti in una fede). Le conoscenze di primo livello in ambito religioso, infatti, sono colorate dalla fede in cui si è cresciuti.

Quanti sono veramente consapevoli, per esempio, che il Nuovo testamento non è parte della Bibbia? La maggior parte dei cristiani, di qualsiasi denominazione, lo considera la parte "nuova" appunto della Bibbia (Antico testamento).

Più complesso, invece, il problema di quale Bibbia. I Canoni del Libro, infatti, possono non corrispondere. In breve, non esiste una sola Bibbia. Protestanti ed ebrei hanno una versione "diversa" da cattolici e ortodossi e, anche all'interno di questi due macrogruppi, l'ordine dei canoni è differente (a partire da Giudici. Già Rut, nella Tanakh non segue questo canone.)

Quando si ricerca una soluzione, dunque, bisogna porre attenzione anche alla sua fonte.




Credo anche che questo genere di conoscenza non possa acquisirsi solo in ambito universitario. (Una buona università, tuttavia, dovrebbe offrire quello che un tempo si chiamava "metodo": vedere i problemi e imparare a risolverli.)


Per approfondire consiglio Jaroslav Pelikan, Whose Bible Is It?, Penguin
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