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Visualizzazione dei post da 2010

Auguri di Buon Natale

Buon compleanno, Jane

Jane Austen è una fra le autrici che preferisco. L'ironia dei suoi libri è portentosa e fra questi, Pride and Prejudice è quello che adoro maggiormente.

Se anche non amate la letteratura inglese,come resistere a questo incipit?
Ii is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife.

link: How I got lost in translation and found my true calling

How I got lost in translation and found my true calling
Translation can be an underpaid, anonymous job. Yet it is crucial for the cross-fertilisation of literature and for Maureen Freely, it has become a deeply satisfying life's work

Sempre sul Guardian (o meglio Observer):
Writers pick their favourite translations...
Novelists and translators on the translated books that have impressed them most

creme, passati, vellutate e zuppe

In un post, Non solo zuppe, Licia chiedeva come rendere al meglio il termine soup che, nella cucina anglosassone, ha diversi volti (e diverse forme: thin/thick, in base alla consistenza, cold/hot, vegetable/meat ecc.).

La traduzione in italiano non è così lineare (e quando mai?). Soup, infatti, può essere sia un passato (o crema o vellutata) sia una minestra. Può essere però anche simile a uno stufato se contiene carne, anche se in genere, rispetto a uno stufato classico, lo stew, le soup sono sempre più brodose.

Per capire come rendere il titolo della ricetta, la prima cosa da fare è guardare gli ingredienti e il metodo di cottura. Poi bisogna sapere cosa sono creme, vellutate, passati e simili.
Queste sono le definizioni del DeMauro.

Vellutata: passato di verdura molto cremoso, specialmente a base di piselli, asparagi e simili.
Crema: passato di legumi o altri vegetali, crema di piselli, di carote.
Passato: minestra costituita da verdure, patate o legumi lessi, schiacciati o frullati.

Neanche dio...

Io ci provo. Lo dico sinceramente. Ogni giorno, o quasi, mi metto la penna rossa in testa e affronto l'italiano (se vogliamo chiamarlo così) "lavorativo".

Di fronte a frasi come questa, però, getto la spugna.(O per lo meno vado a farmi un tè. Meglio forte. Possibilmente con tanti biscotti.)

[In proposito si fa riferimento al punto 4 della circolare del xxxxx che, tra l'altro, prevede l'onere di allegazione, se non già in possesso dell'Amministrazione, dell'attestazione di accertamento xxxx del xxx rilasciato da parte della competente commissione xxx.]

La fattispecie di cui alla presente richiesta risulta pertanto diversa in merito alla questione specificamente posta. Questo è il testo di una risposta a un quesito. Tutta la risposta.

Nel caso improbabile interessasse a qualche collega neofita, è diventato:

Gentile collega,
le due norme sono diverse.
La invito a fare riferimento al punto 4, xxx, della circolare xxxx. Questa prevede l'onere di allegare l&…

Happy halloween (or Samhain)

My 2010 Jack-o'-lantern. For the menu ring the bell.


(Samhain: http://www.imbas.org/articles/samhain.html)

Link: True to type: how we fell in love with our letters

True to type: how we fell in love with our letters

From easyJet to Facebook, road signs to clothing labels, we are surrounded by a world of type. But what messages do its different kinds convey? In this extract from his new book, Just My Type, Simon Garfield looks at the history of typefaces, the obsessive care taken over their design – and the role they play in shaping our lives
Simon Garfield

Fonts were once known as founts. Fonts and founts weren't the same as typefaces, and typefaces weren't the same as type. In Europe the transition from fount to font was essentially complete by the 1970s, a grudging acceptance of the Americanisation of the word. ...In the days when type was set by hand, a font was a complete set of letters of a typeface in one particular size and style – every different a, b and c in upper and lower case, each pound or dollar sign and punctuation mark. There would be many duplicates, the exact amount dependent on their common usage, but always …

:)

Il/La font: la risposta di Licia

Sulla prima questione mi riproponevo di aggiungere un commento ma mi sono resa conto che sarebbe diventato troppo lungo e così ho scritto un post: Font, typeface, famiglie e tipi di carattere.
Purtroppo la terminologia inglese usata in ambito informatico, dove immagino l'abbia trovata il lettore, è alquanto arbitraria (typeface e font possono indicare due concetti diversi ma possono anche essere sinonimi). Fare riferimento all'etimologia e all'uso originario dei termini (ad es. in questo caso la singola cassa tipografica) non sempre aiuta perché quando alcuni termini specializzati vengono adottati in ambito informatico può esserci uno slittamento di significato che fa assumere loro accezioni proprie.
In conclusione, in questo caso direi che non si può determinare il termine italiano che meglio renda typeface se prima non è stato identificato il concetto espresso dal termine inglese in quello specifico contesto e che soluzioni sono state adottate per i concetti,…

Font maschile o femminile: richiesta di un lettore

Un lettore ha commentato il post sul termine font e chiede aiuto. Qualcuno (licia?) può dargli una dritta?

Ho trovato questo commento piuttosto interessante:

http://www.mauriziopistone.it/testi/discussioni/mancanoparole_font.html

(Unico appunto: dubito che Charles Estienne fondesse caratteri).

Prima questione:
In inglese so che in realtà font e typeface non sono considerati sinonimi: font si riferisce al file o alla singola cassa tipografica, typeface all'aspetto visivo del carattere nel suo insieme.
Quindi il typeface è, ad esempio, il Garamond Simoncini, che include tondi, corsivi, maiuscoletti. Font è il singolo file (e in precedenza la cassa di caratteri) pronto all'uso (times.ttf, timesitalic.ttf etc).
Font è in pratica un termine tecnico, rispetto a typeface, che dovrebbe essere un termine più generico.

Il vero problema è che non mi sembra esista in italiano un vero equivalente di uso comune al termine typeface.
Si usa spesso font (improprio), o [tipo(logia) di…

Buon San Girolamo, pal!

Nel calendario dei santi il 30 settembre è il giorno di San Girolamo. Nel mondo della traduzione San Girolamo (Sofronio Eusebio Girolamo, 347 d.C. – 420 d.C.) è universalmente considerato il santo patrono dei traduttori.
Storicamente San Girolamo non è stato il primissimo traduttore (nel senso letterale del termine), ma può essere considerato a pieno titolo un traduttore di fondamentale importanza nella storia della traduzione, giacché nel 383 d.C., per ordine di Papa Damaso I, tradusse la Bibbia in latino dall’antica versione greca ed ebraica. La sua opera, dal momento della sua stesura fino al Concilio Vaticano II (svoltosi fra il 1962 e il 1965), è stata per l’intera Chiesa cattolica la traduzione ufficiale della Bibbia.
La versione di San Girolamo è passata alla storia con il nome di Vulgata (da vulgus, “popolo”). Questo nome fu scelto per due ordini di ragioni: in primo luogo per il suo stile non troppo retorico e raffinato, quindi più adatto al popolo; in secondo luogo p…

La traduzione dei menu

Confesso, leggere le "traduzioni" dei menu nei ristoranti italiani in genere mi causa un accesso incontrollato di risate. Spariamo tante di quelle scemenze (stavo per scrivere altro...) che mi chiedo sempre come facciano i turisti a osare un ristorante. Ode al coraggio!

Oggi ho scoperto, tramite il Guardian, che le scemenze gli italiani non le dicono solo in Italia ma anche all'estero... persino quando ormai di italiano è rimasto loro solo il cognome. :)

Il blog Bad Menu è fantastico per iniziare la giornata, eccovi alcune chicche.

Come nasce un manuale di stile

Tutti i traduttori, indipendentemente dalla natura del loro lavoro, conoscono le note redazionali. Può essere un elenco di termini e relativa traduzione, nel caso più semplice di traduzione tecnica, o un vero e proprio manualetto con lo stile della casa editrice (per i traduttori editoriali/lettarari).

Le note di redazione si trasformano in piccoli manuali di stile nel caso di siti web aziendali o giornalistici. Ne ho creato uno molto semplice anni fa e ho terminato la prima versione di un secondo manuale, questa volta molto più complesso.

Non ho al momento il permesso di pubblicare qui il pdf ma spero di poterlo fare entro breve.

Questo blog tratta quasi esclusivamente problematiche traduttorie: volevo offrire ai colleghi, infatti, soprattutto quelli appena "nati", un aiuto pratico.

Il web writing (o nel mio caso editing) non appare molto spesso, poiché anche in Italia ci sono ottimi siti e blog sull'argomento, uno per tutti Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada.

Sp…

L'importanza della grafica in un testo

Anche il formato conta. Questo manifesto in fondo non racconta nulla di nuovo. La grafica però lo rende qualcosa di particolare.



PS. Il blog langue perché sto terminando un manuale di stile per la intranet e le traduzioni sono in stand-by.


Il 22 settembre però racconterò qualcosa sulla traduzione enogastronomica in un webinar di Langue&Parole.

Le traduzioni professionali non dovrebbero essere ben migliori?

Ore 10.40: ricevo una mail dalla mia amica L che mi comunica estatica che è riuscita a convincere il boss a pagare un professionista per la traduzione dell'informativa sulla privacy.
Ore 15.15: trovo finalmente il tempo di dare una occhiata alla traduzione, lavoro di un collega d'oltre oceano specializzato in giurisprudenza.

Ci rimango male. Il lavoro è naturalmente di tutt'altro livello, eppure il collega in questione non ha pensato di andare alla fonte (la legislazione europea) e quindi, fra le perle, troviamo:

article 13ownerinvece di:
section 13data processorQualcuno mi spiega poi come sportello Urp è diventato "counter"?

Le traduzioni fatte in casa

Ore 9: ricevo la telefonata di una amica che lavora in una segreteria. Mi dice che le è stato chiesto di rivedere una traduzione: una traduzione in inglese di un testo giuridico. Dopo averle detto (e ripetuto) che questo genere di lavori deve essere assegnato a un madrelingua inglese specializzato, le dico di inviarmi i file per cercare di contenere i danni.

Naturalmente avrei dovuto immaginare che non esiste modo di contenere certi danni, in particolare, quelli di una cultura che ritiene sia sufficiente aver studiato due anni di inglese per poter tradurre.

Prime righe del documento.

Ipercorrettismo in traduzione

In italiano per ipercorrettismo si intende la "tendenza a correggere forme o pronunce in realtà giuste" (Sabatini Coletti, edizione online sul Corriere della Sera).

Oggi mi è venuto in mente che anche i traduttori corrono il rischio di "ipercorreggere" forme di per sé corrette. Due sono le possibilità:

Piove, mamma come piove

(c)http://www.flickr.com/photos/48609922@N03/
La vista è questa, il tempo pure :)


Towel Day 2010

Per tutti noi che lo abbiamo adorato: http://www.towelday.org/


Don't Panic!
Ricordate il vostro asciugamano!
So long and thanks for all the fish.

Towel Day: A Tribute to Douglas Adams
Monday May 14, 2001 06:00am PDT
Douglas Adams will be missed by his fans worldwide. So that all his fans everywhere can pay tribute to this genius, I propose that two weeks after his passing (May 25, 2001) be marked as "Towel Day". All Douglas Adams fans are encouraged to carry a towel with them for the day.
So long Douglas, and thanks for all the fish!
– D Clyde Williamson

Perils of translation

Michael Quinion affronta ogni settimana dubbi linguistici veramente amletici. Questa settimana un suo lettore chiede cosa mai sia una "cupboard de mutation".

Con il solito garbo Quinion riflette sulle possibili origini di questa espressione particolare e inedita e ne deduce che la causa è una traduzione.... andata a male. 


Dall'ultimo numero di World Wide Words E-Magazine.

Perils of translation
Aniruddh Sankaran is a member of an on line forum for frequent flyers. Earlier this week, another member asked about a sign he’d seen on the Web site of Mumbai Airport: cupboard de mutation. A Web search finds only one other example, at Kolkata airport: “Money and communications: There are banks and cupboard de mutation in the terminals. A announce charge is also untaken.” What is this odd phrase? I’m fairly sure, based on the context and the poor English of the Kolkata example, that somebody has made a hash of translating the standard international term bureau de change into Engl…

Top 100 Language Blogs 2010 – Vote for Language Professionals

Anche quest'anno è il momento di votare i blog linguistici che seguite e amate.
Al solito la scelta è dura, per esempio, fra
Il mestiere di scrivere Terminologia etcNaked TranslationsQuesto è il link per votare:
http://www.lexiophiles.com/language-blog-toplist/top-100-language-blogs-2010-vote-for-language-professionals

Io ho scelto Licia.

Io sto con Hopper

Nonostante abbia un profilo su facebook, non vi entro quasi mai. Se potessi immaginarmi in questo quadro di Hopper (che fa da sfondo al mio mac, btw) rimarrei con il mio vestito rosso sul bancone del diner.


Grazie a Isola virtuale via Mantellini.

Crunch time

Un piccolo aggiornamento linguistico sul tema delle elezioni in Gran Bretagna.

Un articolo della BBC si intitola crunch time: quel "bellissimo" periodo di tempo, in genere meno della metà del necessario, in cui devi portare a termine IL progetto di una vita....

A pensarci potrei tranquillamente affermare che la vita di un traduttore è tutta un crunch time.

Il termine mi porta alla mente (non chiedetemi/vi perché) un new york minute, quel frammento di tempo che passa fra lo scattar del verde e il primo suono di clacson.

Hung parliament

Consiglio di leggere il post di Licia sulla "traduzione" italiana di hung parliament.
(A chi ricorda l'insediamento di Obama?)

Per la cronaca, non credo esista una traduzione facile di questa espressione. Il termine indica una maggioranza relativa che, in un sistema bipolare (non bipartitico) causa uno stallo, l'impossibilità appunto di avere una tipica maggioranza assoluta. Nei precedenti casi di parlamento senza maggioranze, dopo un breve governo "nazionale" si è tornato a votare.


Un commento indica la possibilità di tradurre con in bilico che, in effetti, indica bene il significato letterale ed etimologico di hung (in sospeso). Il "problema" con in bilico, se di problema si tratta, è che perdiamo il concetto politico. Una situazione in bilico si risolve, alla fine, la palla o va a destra o va a sinitra.

Un hung parliament, come una hung jury, invece sottintende il fallimento, il dover rifare tutto: processo o voto che sia.

Poiché siamo un paes…

Canada: here I come

La tenutaria di questo blog dovrebbe andare in Canada fra giugno e luglio con base a Vancouver.
Le farebbe piacere avere consigli di viaggio: posti da vedere, luoghi in cui fermarsi ecc. Pensava, per esempio, di fare un salto a Seattle.

La aiutate? :D

La traduzione in lingua

Mentre giocavo con il layout del blog e ne controllavo link e struttura, sono "inciampata" in un post di Brave New Words sulla traduzione fra inglese americano e inglese britannico nella letteratura per ragazzi.

Non è la prima volta che ne accenna ma sono interessanti anche i commenti e le reazioni al post.

Sulla resa di fucking

Il commento di Licia al precedente post suggerisce una soluzione brillante alla possibile resa di fucking.
Lo riporto quindi qui per intero perché non vada perso.
Credo anch'io che il rafforzativo italiano che si avvicina di più sia l'aggettivo figo e quindi fighissimo o strafigo (ammesso e concesso che quest'ultimo si usi ancora: le mie competenze attive in questo campo sono praticamente nulle), però forse difficile da associare a una persona dell'età di Biden?
Mi viene in mente della Madonna, completamente diverso, però l'effetto, seppure molto più blando, è quello di un'esclamazione che non ci si aspetterebbe in quel tipo di contesto (tra l'altro, il riferimento religioso potrebbe avere un valore vagamente sacrilego: chi è competente qui potrebbe fare considerazioni sull'impatto dei tabù linguistici religiosi in italiano e di quelli sessuali in inglese).

Tornando a fucking detto in TV, per gli americani probabilmente ha una valenza aggiun…

The girl with a dirty mouth

Il post di Ilaria, Terms of abuse, mi dà la possibilità di riprendere a parlare di traduzione, dopo un lungo periodo di "blocco del traduttore" causato da impegni di lavoro esclusivamente sul versante web.

Le differenze fra le lingue iniziano immediatamente: noi parliamo comunemente di parolacce, loro di swear word. Noi enfatizziamo l'infantilismo, loro l'aspetto profano.
Da qui inizia una caduta libera. I false friends dominano il campo, i "calchi" si sprecano e i significati partono per la tangente.
Trovo altri due problemi nella resa delle f-words, l'impatto dello slang, che spesso dimentichiamo, e il passare del tempo. Termini inaccettabili con il tempo appunto diventano blandi.

Ho un amico, oggi cinquantenne, che un tempo potevi insultare come volevi tranne chiamandolo bastardo. Non è l'insulto alla madre, ma una questione politica. Per lui il termine era associato a una ben definita area politica e quindi inaccettabile. Per la mia generazione,…

8 marzo 2010

Ho visto le stelle e non sono disposta a seguire un tremolante fuoco fatuo.

Constance Markiewicz



Questa è la citazione con cui abbiamo aperto la home page della intranet, tutta dedicata al tema "8 marzo".



L'articolo principale della home, dal titolo 8 marzo, non solo mimose, era accompagnato da questa foto:

Purtroppo i mitici powers that be non l'hanno apprezzata e abbiamo dovuto sostituirla con le solite mimose :(



Fin quando saremo fermi ai cliché la giornata non avrà alcun significato.

assolutamente OT

La traduzione in cucina: i tagli di carne

Update: Licia segnala un filmato di The Guardian su Four men and a pig: a lesson in Italian butchery.


Un post di Translation Blog su un incidente "diplomatico" a tavola fra francesi e inglesi mi ha ricordato uno dei problemi che si incontrano nella traduzione dei libri di cucina: i tagli della carne.

Se nella traduzione di cucina esotica si presenta, ma ben noto, il dubbio su come bilanciare ingredienti introvabili e il desiderio di normalizzazione (soprattutto da parte delle case editrici), spesso si dimentica che i problemi più insidiosi vengono da testi "amici".

Chiunque sia appassionato di cucina sa perfettamente che bacon e pancetta non sono esattamente la stessa cosa. Lo stesso vale per creame panna, non da ultimo perché in Italia questa è quasi sempre da affioramento.

I tagli, dicevo. Sono traduzioni insidiose perché spesso non coincidono esattamente, anche fra paesi affini. Spesso l'unica soluzione è confrontare i "grafici" e le immagini che, …

Arrivederci

La fine del 2009 e l'inizio del 2010 hanno portato diversi momenti di pausa nella "bloggosfera".

La stanchezza ha colpito non solo me, Elvira, Ilaria e Isa ma anche Eriadan :(



Che ne dite: propoli per tutti?

Citazioni

All men should strive to learn before they die, what they are running from, and to, and why.
James Thurber
Io sto correndo via senza sapere esattamente da cosa. Vi aggiorno quando arrivo. Nel frattempo Ilaria esprime (meglio) quello che avrei voluto dire.