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Che fine hanno fatto i redattori?

Non so quale importanza si dia ai refusi (o ai veri e propri errori) nel lavoro. Naturalmente per me, in quanto traduttore, sono fondamentali personaggi come i redattori e i correttori di bozze, soprattutto bravi.

Ammetto che mi irrita molto trovare errori e refusi nei libri, particolarmente nei libri di lavoro. Figuratevi poi cosa penso di un libro sulla comunicazione con refusi e veri e propri errori (soggetto e verbo NON si dividono con una virgola!).

Anni fa ho letteralmente scagliato un libro (di sua altezza il re dei comunicatori pubblici) contro il muro, per il modo assolutamente osceno in cui era scritto. Probabilmente pensava di essere "diverso", "figo", "diosolosacosa". Mi infuriai anche, tuttavia, con la casa editrice (Ilsole24ore) per aver permesso un simile scempio.

Oggi mi ritrovo in mano un libro di semiologia per il web molto noto. E mi irrita ancora trovare uno o due refusi e il classico errore descritto sopra. In un capitolo in cui si parla dell'importanza dell'immagine professionale.

Che impressione vi fa un testo il cui titolo è comunicare in modo efficace su Internet in cui si trova:
Inoltre, il fatto di trovare informazioni non pertinenti, fa sì che il navigante percepisca una immagine poco professionale e confusionaria del sito che sta visitando; (p. 75)

A voi l'ardua sentenza...
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