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Arretratezza culturale

La settimana scorsa leggevo l'incredibile notizia della traduttrice madrilena che, secondo la casa editrice, modificava il genere di ogni personaggio mentre, a suo dire, si rifiutava di rafforzare gli stereotipi maschilisti. La traduttrice licenziata ha portato in tribunale la casa editrice.
La notizia arriva via Translating is an Art (inglese), non ho letto i giornali spagnoli ma mi viene da dire che la situazione le è sfuggita di mano.

A parte l'assurdità della posizione, perché, a mio modesto parere, l'inglese è assolutamente in grado di far capire, nonostante la presenza di parole apparentemente neutre, da che parte sta l'autore, devo dire che per un attimo ho ammirato la traduttrice. La follia si sa ha sempre il suo fascino. :-)

Eppure questo mondo è maledettamente sessista e ha una serie di stereotipi culturali ben radicati.

Sabato sera: tavolo all'aperto con sette amici (quattro donne e tre uomini) invitati fuori per festeggiare una bella notizia.

Sette persone su sette hanno pensato che l'unica bella notizia potesse essere l'arrivo di un bambino.
Sette persone su sette sanno perfettamente che non voglio un figlio.
Sette persone su sette mi conoscono da anni.

Eppure l'equazione donna=bella notizia = figlio è inattaccabile nella mente "comune". (La storia si è ripetuta nei giorni successivi con altre persone...)

Nessuno ha logicamente pensato lavoratore = bella notizia = lavoro nuovo. Perché non ero un maschio?

Se fossi stato maschio mi avrebbero automaticamente chiesto di un figlio o, più probabilmente, avrebbero parlato di avanzamento di carriera?

Sapete una cosa? Sto dalla parte di Maria.
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