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In difesa della NDT

I commenti di Ilaria, che si è lanciata in difesa della NdT, sono sempre troppo interessanti per lasciarli nascosti ...

Concordo con te che non debbano diventare sfoggio di cultura personale del traduttore, e anch'io cerco di usare le ndt il meno possibile, ma in certi casi si rivelano indispensabili.


Sono d'accordo!

Quindi non le considero in sé una sconfitta (è la tesi di Umberto Eco, "la ndt è una bandiera bianca alzata", tesi che però è stata contestata da molti)



Oddio... mi impressione avere un'idea in comune con Eco....


Che mi dici delle ndt introdotte per illustrare l'identità di un personaggio o di un aspetto della cultura del paese d'origine, che richiede una spiegazione troppo lunga per essere inserita nel testo? Per esempio, ultimamente mi è capitato di dover aggiungere ndt in testi di saggistica divulgativa o "leggera":

  • biografia di un cantante americano: c'era da spiegare cosa fosse una "altar call" e una "crusade" nella chiesa battista; ho provato a inserirlo nel testo, ma allungavo di due righe e si perdeva tutto il ritmo, molto peggio che con la nota;
  • un gioco di parole intraducibile, su cui si imperniava una conversazione intera. Essendo un testo di saggistica, e quindi il resoconto di una storia vera, non potevo inventare un gioco di parole alternativo e cambiare tutto il dialogo;
  • in un testo saggistico dal ritmo molto concitato, c'era bisogno di spiegare con chiarezza cos'è la teoria economica del trickle-down;- traduzione di una lettera personale, all'interno di una biografia, che contiene battute di spirito sul titolo di note canzoni anni 50 (note solo in america però).
  • un personaggio che rischia di andare in prigione e "fare la fine di Martha Stewart". In casi del genere, o si toglie del tutto il riferimento, oppure la
    nota ci vuole. Non posso star lì a interrompere la prosa dell'autore per
    spiegare in tre righe chi è Martha Stewart.

Insomma: io distinguerei i singoli casi, e non demonizzerei a priori la ndt. Quelle che hai trovato nei libri Apogeo sono note di un traduttore che è esperto della materia e quindi anche curatore. Sono ndr spacciate per ndt. Poi io, personalmente, più note trovo e più sono contenta, perché c'è sempre da imparar qualcosa. (Tutto ciò ovviamente non vale per i romanzi, dove le note dovrebbero limitarsi a informazioni "di servizio" come "In italiano nel testo" o simili.)

Non sono d'accordo su alcune cose affermate da Ilaria ma credo che sia corretto darle voce e far vedere che ci sono altri punti di vista ugualmente validi. Spesso la differenza è una questione di pura sensibilità linguistica e personale.

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