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Tradurre in cucina

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Incredibile a dirsi, ma siamo di nuovo in vista delle chiacchiarate enogastronomiche :). Anche quest'anno il corso offerto da Langue&Parole unisce le due facce editoriali, scrittura e traduzione, ed è in convenzione con Biblit, Aiti, Strade, Tradinfo, Aniti. Per informazioni, costi e data di iscrizione: http://www.langueparole.com/formazione/laboratori-di-aggiornamento/tradurre-in-cucina.html Se vi interessa, vi aspetto in chat!

Seminari di traduzione: "Found in translation"

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Appena ricevuto da Unibo:   Per info: http://www.letterebeniculturali.unibo.it/it/corsi/insegnamenti/insegnamento/2016/385746

Il gran rifiuto

Questo post di Alice mi ha fatto sorridere. Ho vissuto situazioni veramente difficili, al limite dell'assurdo, perché alcune persone hanno vissuto questo semplice principio professionale come un "gran rifiuto". E persino in famiglia ci sono state discussioni anche accese quando, di fronte a una richiesta di traduzione verso l'inglese, ho risposto no, non si fa. Ad Alice la mia solidarietà e ai passanti un consiglio, leggete il post spiega in maniera chiara perché è assurdo chiedere a un italiano di tradurre verso una lingua che non è la sua.

Il valore dell'università

Tornare dietro i banchi a 45 anni non è una scelta senza conseguenze, soprattutto per il tempo improvvisamente scomparso, volato, smarrito... :) A distanza di 7 mesi devo però dire che è stata una scelta azzeccata. No, l'università non è diventata una panacea, ci sono ancora diversi problemi fra organizzativi e didattici. Tuttavia, mi ha costretto a tenermi al passo, a mantenermi allenata. Perché non c'è nulla più forte di un esame per costringerti ad aggiornarti, confrontarti, in breve a muoverti . Sul lavoro non sempre l'aggiornamento o la formazione sono quelli necessari per il tuo sviluppo, la crescita personale e professionale. È facile impantanarsi, dire "lo farò domani". Comprare tanti libri per poi leggerne pochi. L'università può essere meno impattante come nozioni a 45 anni rispetto ai 25 (quei 20 anni fanno la differenza, ma dai?), ma alcune cose le fai veramente solo quando costretto. Quindi un thumbs up, facebook style.

Intervistata da La matita rossa

Spezzo il silenzio per lasciare una piccola nota... in corso. Rossella Monaco de La matita rossa mi ha intervistato a settembre sul tema della traduzione enogastronomica. Oggi ha pubblicato l'intervista . Ridete pure :)

Time out

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Una breve comunicazione di servizio per avvisare chiunque passi da queste pagine che prendo un (paio di) anni sabbatici. Sono tornata in università per una laurea magistrale in Comunicazione pubblica e d'impresa . Per favore smettete di ridere... è proprio vero. :) A presto e grazie per la pazienza e l'attenzione dimostrata negli anni. Marcella Bongiovanni PS La matita rossa mi ha intervistato qualche settimana fa. Spero di farvi avere presto il link.

Tradurre la burocrazia

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L'anti lingua è l'incubo di qualsiasi persona che lavori in ambito di comunicazione, sia questa i servizi al cittadino, sia essa un servizio di traduzione. Non mi sono mai trovata a dover tradurre il burocratese e neanche la burocrazia (dall'inglese per fortuna il rischio è minimo), ma mi sono trovata a rendere aiuto a un collega in un colloquio con uno studente straniero. E a fallire . Perché onestamente non avevo idea di come rendere in plain english la "fuffa" dell'italiano burocratico. La persona che parlava è molto intelligente e preparata, la colpa quindi era tutta mia. Mi manca del tutto il linguaggio burocratico (e politico). Ma devo anche dire, a mia del tutto parziale discolpa, che passare da un'altra lingua rende evidente che non stai parlando in modo semplice né chiaro. Non avevo idea di come rendere in inglese le frasi perché non erano un linguaggio comune. Si, parlavamo di web ma dal punto di vista di politica e burocrazia, in un certo s...