Passa ai contenuti principali

traduzione Japan

A differenza di "India", Giappone è stato un lavoro meno scorrevole. I problemi sono stati soprattutto "decisionali", legati alla difficoltà di scegliere quale "lingua" (e relativo vocabolario) si stesse usando.

Il volume è pubblicato da una casa editrice di Hong Kong, cosa che dovrebbe far propendere per un inglese di tipo britannico. Il testo tuttavia non segue questa bella regoletta semplice \grin\ e i termini usati appartengono a entrambi i vocabolari (e non solo).

Piccole cose (big shrimp vs prawn, skillet vs frying pan) che tuttavia hanno rallentato il lavoro perché anche termini semplici come cornstarch (maizena in Uk e [anche] la farina di mais in US) hanno richiesto una pausa per decidere (era la maizena ma ho deciso ai Dolci...)

Ciò che mi ha fatto perdere molto, molto tempo è stata la terminologia ittica.
Un termine relativamente semplice, quale snapper, può indicare in base al paese pesci molto diversi. (Su fish base per l'esattezza ci sono 927 voci contenenti snapper).
La scelta è stata quella di selezionare la varietà japonica o del Pacifico e vedere a quale termine italiano potesse corrispondere, se esiste. Se il pesce non è presente sui nostri mercati (il pescivendolo in questo caso è stato d'aiuto...), ho trovato e usato il nome giapponese oppure ho inserito/suggerito una varietà "locale". È un arbitrio, forse, ma una scelta andava comunque compiuta e se chiaramente la cucina giapponese non fa uso di latterini ha un suo corrispettivo.

Mi è stato molto d'aiuto: Grazia Canova Tura, Il Giappone in cucina, Ponte alle Grazie, 2006

Due pesci sono rimasti fuori: il tilefish e il redfish. Il nome è talmente generico che non è stato in alcun modo possibile arrivare a una soluzione. Ho suggerito al redattore una sostituzione (sempre dovuta al pescivendolo).

Vi farò sapere se il redattore condivide.
Posta un commento