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Antilingua, 58 anni di buona salute

È dal 1965 che parliamo di antilingua. Ma nonostante siano passati quasi 60 anni, ormai comincio a credere che sia, semplicemente, imbattibile.

In teoria, certo, le amministrazioni di qualsiasi natura si muovono verso il futuro. In pratica è una lotta costante, che logora.
Piccoli burocrati spaventati si nascondono dietro testi blindati, ignorando qualsiasi consiglio o suggerimento.

Nessuno di noi (neanche chi lavora con i testi) è error free. Tutti commettiamo errori, ma rifiutare [insert your choice here] in nome della paura e della prassi è agghiacciante. Per l'utente e per la professionalità di chi lavora.

Più triste il fatto che in alcune organizzazioni (per problemi cronici), il comunicatore è una figura la cui origine e il cui profilo professionale sono avvolti (sembra) nel mistero.

Conosco persone che sono assolutamente brillanti, ma non sono in grado (o non "hanno tempo") di guardare il loro lavoro, o quello degli altri, per renderlo chiaro o leggibile.
Persone che non trovano errori in una sequenza di paragrafi retti da un unico verbo all'inizio.
Il dramma è sentirsi dire: "ma io ho seguito un corso di xxx". E tu pensi, senza poter dire, "peccato che non ne leggi i libri né metti in pratica quello che insegna...".

Ed è triste in un venerdì assolato di luglio rendersi conto di essere considerati strani (mi sto censurando), perché ti sforzi di far capire il ruolo delle maiuscole in italiano. Ancora più triste quando alcuni di queste "abitudini" da pigrizia, da prassi o da leccaculismo sono errori, a volte da matita blu (E' al posto di È).

Perché, vi piaccia o meno, burocrati grigi, l'unica Legge è quella di Mosé.
Più prosaicamente le altre sono leggi, non Leggi, l. o ll. E un ufficio, un settore, un assessorato e persino un assessore (quando seguiti dal nome), non sono "dio" e non vanno trattati come tali.
Perché uno studio legale deve diventare Studio Legale, Via e non via?

Io non desidero essere chiamata dottoressa. Il titolo non rappresenta chi sono, ma solo un percorso intrapreso (e concluso). Tanto meno Dottoressa.
Penso che anche XY possa accettare di essere il [titolo] XY, appunto.
Figuriamoci poi un ufficio (che ha bisogno della maiuscola solo quando è solo, proprio per distinguerlo da una stanza). Ebbene si, anche l'italiano ha una sua logica.

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